Il linguaggio dei cani: comprenderlo ci rende proprietrari migliori

di francesca
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Per completare e realizzare un rapporto ottimale con il proprio peloso sarà necessario considerare la sua dimensione etologica, le sue inclinazioni istintive e il suo repertorio motivazionale, in sintesi ciò che contraddistingue una specie rispetto a un’altra.

Poi, non dimentichiamoci quale è l’origine biologica del cane: IL LUPO! Nel nostro cane continuerà ad esistere una memoria che rimanda a quelle che sono le caratteristiche fondamentali della specie-lupo: un animale predatore, territoriale e fortemente sociale.

Inoltre sarà necessario considerare come la selezione abbia diversificato, modificandone il volume, tali inclinazioni generali nelle diverse razze in maniera tale che un retriver si distinguerà da un molossoide proprio per il maggiore peso acquisito nei confronti di determinate vocazioni. Senza dimenticare, in ultimo, le caratteristiche specifiche del singolo cane.

IL PROPRIETARIO IDEALE

Il Proprietario “ideale”, nell’ottica di creare una relazione reciprocamente soddisfacente con il proprio peloso, sarà chiamato a riconoscerne le caratteristiche, le motivazioni e le vocazioni del suo cane.

Dovrà saperlo osservare per intuire cosa gli piace fare, imparare a leggere il suo linguaggio in maniera da non limitarsi a farsi capire da lui, ma essere nelle condizioni di capire anche quanto lui ha da dirci.

Ma perchè? Per poter venire incontro ai suoi bisogni, offrirgli possibilità di gratificazione delle sue motivazioni e delle sue competenze!!!

Queste informazioni sono necessarie per realizzare un rapporto collaborativo basato su stima e affetto e non su sfruttamento e negazione. Queste informazioni ci aiuteranno anche a mettere a punto un percorso “personalizzato” che consideri e faccia leva sulle motivazioni individuali così da stimolare in maniera adeguata e controllata il nostro cane.

Lavorare attraverso le motivazioni, risulta particolarmente appropriato e utile:

  • Sono funzionali a mettere il cane in una predisposizione attiva congeniale all’apprendimento
  • Rappresentano un tramite per incrementare la dimensione socio-cooperativa con il nostro cane
  • Sono in grado di gratificarlo permettendoci di esaltarne le personali vocazioni
  • Ci consentono di disciplinare e contestualizzare le inclinazioni comportamentali e i riflessi istintivi (compresi quelli impegnativi e spesso fonte di preoccupazione per il proprietario, tipo il predatorio, competitivo…) che non possono venire soppressi o frustrati, pena un cane depresso e potenziale fonte di comportamenti problematici.

 

Michele Raffaelli.
Dottore in Scienze del Comportamento Animale.
Educatore Cinofilo e Consulente Comportamentale.
Responsabile Education PetPRO.
www.petpro.it

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