Make-up

Nuove abitudini di shopping: come il Covid ha condizionato anche il nostro beauty look

Il virus ha guidato le nostre scelte per quasi un anno e come immaginavamo un po’ tutti continuerà anche adesso, portandoci a rinunciare ad alcuni aspetti della nostra vita per preservarla.
Ha interferito sul modo di concepire le nostre giornate, su come organizzare il nostro tempo e sul concetto di spazio.
Ha inciso su tutto, persino sulla nostra routine di bellezza, il rituale per eccellenza per migliorare noi stessi e la nostra pelle, rendendola con meno imperfezioni possibili.
Nel beautycase personale tanti prodotti non sono stati più utilizzati a causa della mascherina, la quale è diventata un elemento cardine del nostro outfit quotidiano; ci si abitua a tutto prima o poi e dunque abbiamo cercato di adattarla nel miglior modo possibile al nostro vestito o alle nostre scarpe.
Obbligo di mascherina ancora imperante: rossetti, fondotinta, BB Cream e creme colorate sono off-limits perché si rischia di macchiare i dispositivi di protezione.

Su cosa si punta allora? Sul makeup occhi ovviamente. Si fa di tutto per avere uno sguardo magnetico anche in periodo di emergenza. Si gioca con mascara, ombretti, prodotti per le sopracciglia, per chi non si è convertita al trend brow hibernation, ovvero sopracciglia selvagge, e con le creme per il contorno occhi per rendere la zona perioculare più bella possibile.

Anche le abitudini di shopping si sono modificate: aumentano gli acquisti online perché si esce di meno.
Con il Covid19 tutto ha preso un andamento inwards, rivolto verso l’interno, più concentrato sullo staycation e tutto ciò che si può fare per migliorarlo, inclusa una più accurata routine di bellezza che a sua volta è sempre più direzionata sul cercare di potenziare le difese e le funzioni interne della pelle per metterla in condizioni di espletare la meglio le sue funzioni.
Un approccio che costringe a fare tesoro delle proprie risorse interne.
Molti i brand di skincare che hanno questo claim e che in questo periodo ne possono giovare. Uno dei più quotati tra le A-List è Augustinus Bader, omonimo del suo creatore, medico e uno dei massimi esperti nel campo della biologia delle cellule staminali. Il suo brand è stato lanciato nel 2018 con l’obiettivo di finanziare progetti di ricerca biotecnologica nell’ambito delle ustioni: il focus principale dell’attività del professor Bader è quello di individuare soluzioni alternative all’innesto cutaneo per minimizzare le cicatrici. La sua intuizione nell’ambito dello skincare è stata quella che l’invecchiamento «è un rallentamento del normale processo di autoriparazione della pelle, una defiance di quei meccanismi che il corpo ha per curarsi da solo», riportato da Vanity Fair e chiarito via Zoom da Augustinus Bader direttore del dipartimento di biotecnologia delle cellule staminali all’Università di Leipzig e skincare guru di fiducia di star come Victoria Beckham, Carla Bruni, Jasmine Le Bon, Rosie Huntington-Whiteley. «Ho cercato di creare delle formule cosmetiche che potessero regolare e riportare alla normalità quelle funzioni, come se fossero una cassetta degli attrezzi alle quali attingere quando la pelle ha bisogno di interventi di manutenzione. Gli ingredienti nella formule includono ceramidi, il treno che fa da veicolo per trasportare tutti gli attrezzi contenuti nei suoi vagoni, che sono nutrienti brevettati TFC8®, una combinazione di aminoacidi, vitamine, lipidi altri potenti ingredienti naturalmente presenti nella pelle in grado di creare l’ambiente ottimale affinché le cellule staminali della pelle possano agire con l’ autoriparazione». Ha detto così a Vanity Fair.
In quest’ottica di coadiuvare l’attività interna delle cellule staminali della pelle, quelle embrionali che a seconda delle esigenze diventeranno cellule specializzate a svolgere specifiche funzioni, anche noi con le nostre abitudini possiamo intervenire per amplificare questa situazione e migliorala. Ritiene che sia meglio non immettere sostanze che non appartengono alla pelle, come filler o siliconi o ancor peggio condurre uno stile di vita stressante, acquistando energie dormendo o mangiando sano.

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