Attualità

Vignetta del Fatto non è satira: non fa ridere, anzi è molto triste

Anzitutto, seguendo la regola non scritta del ‘premessismo contemporaneo‘, quanto detto dal ministro Francesco Lollobrigida sulla “sostituzione etnica” è stato grave e ridicolo.

Il punto, però, riguarda la vignetta di Natangelo che ha scatenato (legittime) polemiche politiche da (quasi) ogni schieramento del Parlamento, pubblicata su Il Fatto Quotidiano diretto da Marco Travaglio.

La descrizione è nota: la moglie del ministro, Arianna Meloni, la sorella della premier, è a letto con una persona di colore che gli chiede: “E tuo marito?”. E lei: “Tranquillo, sta tutto il giorno a combattere la soluzione etnica”.

Satira? Beh… In primo luogo, la satira, per essere tale, deve suscitare un sorriso, altrimenti non raggiunge il suo obiettivo base. E, bisogna dirlo sinceramente, la vignetta di Natangelo non fa ridere ma trasmette l’emozione opposta: tristezza.

Sì, perché non fa ridere che si colpisca la moglie di qualsiasi tizio oggetto dello scherno. E succedeva, ad esempio, con Agnese Landini, la moglie dell’ex premier Matteo Renzi. Soprattutto in chiave sessista, retrograda e con luoghi comuni. Nella vignetta di Natangelo, infatti, abbiamo la moglie che tradisce, il marito cornuto (che è fuori casa, al lavoro) e il nero. Insomma, poca fantasia.

Ora, soprattutto sui social, c’è chi difende Natangelo perché la satira non deve essere politicamente corretta. D’accordo. Ma, come appena scritto, deve anche far ridere, deve essere simpatica e, comunque sia, tenere conto degli altri soggetti da coinvolgere (in questo caso la moglie del ministro che è anche la sorella della presidente del Consiglio: il vignettista l’avrebbe ritratta se non lo fosse stata?).

Poi, in un periodo storico in cui si sostiene che le donne vanno difese dal maschilismo, ricorrere ai più classici leitmotiv per attaccare il ministro, stona e parecchio. Tra l’altro, la coppia ha anche due bambine e andrebbero tutelate da eventuali attacchi di bulli che potrebbero usare la vignetta per offenderle.

Insomma, la vignetta di Natangelo non è satira non solo perché non fa ridere ma anche perché attacca politicamente senza tenere conto delle conseguenze private: non prende di mira un gruppo sociale, un partito, un’organizzazione, una cerchia… ma una donna ben definita che è moglie e madre. Beh, alla luce di ciò, ci vorrebbero le scuse… ma già Travaglio e lo stesso vignettista hanno rincarato la dose perché i ‘bacchettoni’ sono sempre gli altri. Pazienza. Ce ne faremo una ragione.

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