La Corte dei Conti ha gettato luce su un caso di frode accademica, condannando una 49enne di Como a restituire la somma di 247mila euro allo Stato. Il denaro rappresenta l’ammontare degli stipendi percepiti dalla donna nel corso degli ultimi 20 anni, durante i quali si è spacciata come professoressa di lingue, titolo mai effettivamente acquisito.
Il caso è emerso nel corso di un controllo avvenuto nell’ottobre 2020, quando il dirigente scolastico di un istituto tecnico di Como ha esaminato le dichiarazioni della donna in merito ai titoli di studio presentati. È emersa una serie di incongruenze che hanno immediatamente innescato l’avvio delle indagini. Nonostante la falsa documentazione presentata per accedere al ruolo di docente, la 49enne ha continuato a occupare la posizione di insegnante di lingue, ingannando il sistema scolastico per due decenni.
Di fronte alle irregolarità riscontrate, il dirigente scolastico ha presentato una denuncia formale presso la Procura, richiedendo il rinvio a giudizio della professoressa. Il caso è stato, quindi, portato all’attenzione della Corte dei Conti, organo preposto a valutare le responsabilità finanziarie degli enti pubblici.
La sentenza della Corte dei Conti è stata impietosa nel sottolineare la gravità dell’illecito commesso. I giudici hanno dichiarato che la prestazione svolta dalla donna, priva dei requisiti di abilitazione richiesti, è stata non solo inutile ma potenzialmente dannosa per l’apprendimento degli studenti.
Oltre alla restituzione dell’importo, la condanna implica una serie di conseguenze legali per la 49enne.
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