“Qual è la tua razza?”: polemica sul questionario di una scuola di Roma

di Redazione
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Di recente, i genitori degli alunni della scuola elementare Borsi-Saffi di Roma si sono trovati di fronte a una domanda insidiosa in un questionario distribuito da un istituto di psicologia per individuare i disturbi dell’apprendimento. La domanda riguardava il “gruppo etnico o razza del bambino” e ha scatenato una polemica che ha coinvolto la scuola e i genitori stessi. Il fatto è stato raccontato dal Corriere della Sera.

Il questionario e la controversia

Il Questionario sul comportamento del bambino fa parte degli strumenti standard utilizzati per l’individuazione precoce dei disturbi specifici dell’apprendimento, come la dislessia, la disortografia o la disgrafia. È fornito gratuitamente e su base volontaria dal Centro Clinico Marco Aurelio di Roma. Tuttavia, la parola “razza” nella domanda ha diviso i genitori. Alcuni hanno contestato la formulazione e hanno richiesto una modifica, mentre altri hanno sostenuto che termini del genere, utilizzati in ambito scientifico, non possono essere considerati razzisti.

Origine del questionario e la traduzione

Il Questionario sul comportamento del bambino è stato sviluppato da Thomas M. Achenbach, un noto esperto di psichiatria e psicologia dell’Università del Vermont (USA) nel 2001 ed è ampiamente utilizzato a livello internazionale. Nella versione originale, la domanda è formulata come “Child’s Ethnic Group or Race“, tradotta letteralmente in italiano come “Gruppo etnico o razza del bambino“.

Reazioni e risposta della scuola

La polemica ha suscitato reazioni diverse tra i genitori. Alcuni hanno espresso preoccupazione per l’utilizzo del termine “razza”, mentre altri hanno sostenuto che il test sia un’opportunità per i bambini. Il preside ha cercato di arginare la situazione assicurando che non c’era alcun intento discriminatorio e che si trattava di questionari standard. La domanda è stata successivamente aggiornata per includere il campo “nazionalità (opzionale)“.

Foto da DepositPhotos.

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