Attualità

Louis Dassilva resta in carcere: novità sul caso Pierina Paganelli

Il caso dell’omicidio di Pierina Paganelli, la 78enne uccisa con 29 coltellate la notte del 3 ottobre 2023 nel garage del condominio di via del Ciclamino a Rimini, continua a tenere alta l’attenzione.

L’unico indagato, Louis Dassilva, un 35enne di origini senegalesi, rimane in carcere dopo che il Gip del Tribunale di Rimini, Vinicio Cantarini, ha rigettato la richiesta di revoca della misura cautelare avanzata dai suoi legali, gli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi. Tuttavia, una nuova udienza fissata per il 17 aprile 2025 al Tribunale del Riesame di Bologna potrebbe portare a una svolta decisiva nel caso.

La decisione del Gip: Dassilva resta in carcere

Il 14 aprile 2025, il Gip Vinicio Cantarini ha confermato la custodia cautelare in carcere per Louis Dassilva, in linea con il parere della Procura di Rimini. La decisione si basa su gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato, emersi nel corso delle indagini condotte dalla Squadra Mobile di Rimini sotto la direzione del sostituto procuratore Daniele Paci. Di particolare rilevanza sono le testimonianze di Manuela Bianchi, nuora della vittima ed ex amante di Dassilva, che ha fornito dettagli cruciali su quanto accaduto la mattina del 4 ottobre 2023, quando ha scoperto il corpo di Pierina Paganelli nel garage e avrebbe incontrato lo stesso Dassilva sul posto. La Procura ritiene che questi elementi rafforzino l’impianto accusatorio, giustificando la permanenza in carcere del 35enne, detenuto dal 16 luglio 2024.

Il movente: una relazione extraconiugale

Secondo la ricostruzione della Procura, il movente dell’omicidio sarebbe legato alla relazione extraconiugale tra Louis Dassilva e Manuela Bianchi, moglie di Giuliano Saponi, figlio di Pierina Paganelli. Gli inquirenti sostengono che Dassilva temesse che la 78enne potesse scoprire la relazione e rivelarla, un timore amplificato da un precedente: anni prima, Pierina aveva ingaggiato un investigatore privato per indagare sull’ex marito, una circostanza confermata dai familiari. Durante un incidente probatorio, Manuela Bianchi ha dichiarato che Dassilva le aveva espresso questa paura, aggiungendo che “Louis Dassilva è l’uomo che ho amato di più nella mia vita”, ma ha anche ammesso di aver inizialmente mentito per proteggerlo.

Le prove a carico: video e audio sotto esame

L’impianto accusatorio si fonda su diverse evidenze, tra cui un video della farmacia San Martino in via del Ciclamino, che avrebbe ripreso una figura identificata dalla Procura come Dassilva alle 22:17 del 3 ottobre 2023, pochi minuti dopo il delitto. Tuttavia, la difesa contesta questa interpretazione, sostenendo che la figura non sia Dassilva ma un altro condomino, Emanuele Neri, e che i video non siano stati adeguatamente trasmessi al Tribunale del Riesame. Inoltre, un audio registrato da una telecamera di sicurezza in un box del garage ha catturato rantoli riconducibili, secondo la Procura, alla voce di Dassilva, anche se la difesa ne mette in dubbio l’attendibilità. Un’analisi fonometrica ha isolato una conversazione tra Dassilva e Manuela Bianchi, in cui lui le avrebbe dato istruzioni su cosa fare prima di chiamare i soccorsi, un elemento che gli inquirenti considerano un tentativo di depistaggio.

Le perizie: DNA assente, ma nuovi elementi

Un aspetto controverso del caso è l’assenza di tracce di DNA di Louis Dassilva sulla scena del crimine e sul corpo della vittima, come emerso dalla perizia genetica condotta dal professor Emiliano Giardina dell’Università Tor Vergata di Roma. Nonostante ciò, la Procura ritiene che questo non scagioni l’indagato, puntando su altri indizi come il video e l’audio. La difesa, invece, ha presentato perizie sui dispositivi elettronici di Dassilva, sostenendo che alle 22:16:17 del 3 ottobre 2023 fosse su Facebook, un’attività incompatibile con l’ipotesi che fosse nel garage a commettere il delitto. Questi elementi saranno al centro della nuova udienza al Riesame, insieme a ulteriori perizie su telefonini e registrazioni fonometriche.

La Cassazione e il riesame: una nuova possibilità per Dassilva

A gennaio 2025, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della difesa di Dassilva, annullando con rinvio l’ordinanza di custodia cautelare e chiedendo al Tribunale del Riesame di Bologna di rivalutare la posizione dell’indagato. La Suprema Corte ha definito “illogica” l’argomentazione del Riesame che aveva ritenuto non credibile l’alibi fornito dalla moglie di Dassilva, Valeria Bartolucci, e ha criticato la ricostruzione del movente, definendola “monca e slabbrata”. Una nuova udienza è fissata per il 17 aprile 2025, e i legali di Dassilva, Riario Fabbri e Andrea Guidi, sperano in una scarcerazione o in una misura alternativa, come i domiciliari. La Cassazione ha anche respinto l’ipotesi alternativa della difesa, che indicava Loris Bianchi, fratello di Manuela, come possibile autore del delitto, ritenendo che non avesse né movente né capacità fisica per compiere l’atto.

I riti voodoo e le ombre sul caso

Un elemento emerso di recente riguarda il presunto coinvolgimento di Dassilva in riti voodoo commissionati in Senegal contro gli inquirenti, tra cui il pm Daniele Paci e sei agenti della Squadra Mobile di Rimini. Secondo quanto riportato, Dassilva avrebbe ammesso di credere nel voodoo durante un interrogatorio in carcere, parlando di “polverine per purificazione” inviate dal Senegal. Questo dettaglio, insieme a un messaggio che conteneva i nomi degli inquirenti, sarà esaminato dal Riesame, aggiungendo un ulteriore strato di complessità al caso. La difesa, tuttavia, insiste sull’estraneità di Dassilva, sottolineando le incongruenze nell’impianto accusatorio.

Manuela Bianchi.

Il ruolo di Manuela Bianchi: testimone chiave

Manuela Bianchi, nuora di Pierina Paganelli e figura centrale nel caso, ha fornito testimonianze contrastanti. Durante un incidente probatorio, ha confermato le accuse contro Dassilva, raccontando di averlo incontrato la mattina del 4 ottobre 2023 nel garage dove giaceva il corpo della suocera, e di aver ricevuto da lui istruzioni su come comportarsi. Tuttavia, in passato aveva espresso dubbi sulla sua colpevolezza, dichiarando al Resto del Carlino: “Io con Louis di mia suocera non parlavo”. La sua posizione è complicata anche da un’indagine per favoreggiamento personale nei confronti di Dassilva, un’accusa che la Procura le ha contestato il 4 marzo 2025. I figli di Pierina, Monica e Marco Lunedei, hanno pubblicamente chiesto a Manuela di dire tutta la verità per trovare l’assassino della madre.


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