“Ho paura”: Chiara Balistreri scopre che il suo ex violento torna a casa tra due giorni

di Redazione
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Disclaimer: Questo articolo tratta temi di violenza di genere e abuso in coppia. Se ti trovi in una situazione di pericolo, chiama il 1522, il numero antiviolenza e antistalking attivo 24 ore su 24.

La polizia di Bologna ha chiamato Chiara Balistreri per avvisarla: Gabriel Constantin, il suo ex fidanzato condannato per maltrattamenti e lesioni, tornerà agli arresti domiciliari entro due giorni, con un dispositivo di controllo elettronico. Lei ha acceso il telefono e ha aperto TikTok, in lacrime, davanti alle centinaia di migliaia di persone che la seguono e che la conoscono per quella storia — la sua — che è diventata il racconto di troppe.

“Ho paura,” ha detto. Nient’altro serviva.

Da Bologna alla Romania, una storia che non finisce mai del tutto

Chiara aveva 14 anni quando ha conosciuto Gabriel Constantin. Dopo diversi mesi di frequentazione è arrivato il primo schiaffo, durante una litigata. Lui si è giustificato: “Se sono arrivato a prenderti a schiaffi è colpa tua”. Da quel momento in poi il meccanismo è stato sempre lo stesso — violenza, scuse, promesse, silenzio — finché nel 2022 un pugno le ha rotto il naso. Lì è scattato il codice rosso, lì è arrivata la denuncia.

La vicenda di Balistreri è diventata nota dopo che l’influencer ha pubblicato un video su TikTok in cui denunciava gli abusi subiti. Constantin, suo ex compagno, era stato arrestato dopo quasi tre anni di latitanza trascorsi tra la Germania e la Romania.

Il percorso giudiziario è stato tutt’altro che lineare. Constantin era già evaso due volte dagli arresti domiciliari — la prima volta senza nemmeno il braccialetto elettronico. Poco dopo la prima condanna ai domiciliari, era fuggito in Romania, suo paese d’origine, per evitare il carcere. La sua latitanza è durata anni. Solo nel maggio 2025 è stato arrestato in Romania, e poi estradato in Italia.

Nel giugno 2025, mentre Chiara era all’Isola dei Famosi, la conduttrice Veronica Gentili le ha letto in diretta la sentenza: Gabriel Constantin è stato condannato a sei anni e tre mesi di reclusione. Lei ha pianto. Il pubblico ha applaudito. Sembrava la fine.

Lo sconto e la nuova ferita

Il 3 marzo 2026 la Corte d’Appello ha ridefinito la pena. In Appello Constantin è stato condannato a cinque anni e nove mesi per maltrattamenti e lesioni, con una riduzione di sei mesi rispetto al primo grado. La motivazione tecnica esiste: nel periodo in cui le ha rotto il naso, Chiara lo aveva già lasciato, quindi è stato contestato il maltrattamento in famiglia in forma attenuata.

Chiara, a Verissimo, ha scelto le parole con cura: “Sono consapevole che a livello legale ci sono state delle ragioni per questa riduzione della pena, ma a livello personale non fa piacere”. Sui social, però, è stata meno misurata: “Quanto fa schifo questo Paese.” E poi, rivolta a tutte: “In queste condizioni, con la consapevolezza della possibilità di uno sconto di pena nonostante ciò che ha commesso, sarà sempre complicatissimo per le donne trovare la forza di denunciare”.

Quella frase è la parte più pesante di tutta la vicenda. Non per quello che dice di Gabriel Constantin. Per quello che dice del sistema.

Il braccialetto non basta: perché Chiara ha ragione ad avere paura

Strumento di protezioneCosa garantisceLimite concreto
Braccialetto elettronicoSegnala avvicinamento alla vittimaNon impedisce fisicamente la violenza
Arresti domiciliariRestringe la libertà di movimentoConstantin è già evaso due volte
Divieto di avvicinamentoOrdine del giudiceEfficace solo se rispettato volontariamente
Codice Rosso (L. 69/2019)Iter giudiziario acceleratoNon modifica le misure cautelari in automatico

Nota: la tabella non misura l’efficacia teorica degli strumenti, ma la loro applicazione nel caso specifico. Constantin aveva già dimostrato di non rispettare le misure precedenti.

Il dispositivo di controllo elettronico è uno strumento: non è un muro. Chiara lo sa bene. “Quando uscirà avrà il braccialetto elettronico, non potrà avvicinarsi a me, ma non mi dà sollievo. A lui non è mai interessato seguire le regole,” aveva detto già mesi fa, anticipando esattamente questo momento.

Eppure questa mattina — 13 aprile 2026 — la storia si ripete. La polizia chiama, lei risponde, riprende se stessa in lacrime e spiega: tra due giorni lui torna a casa. Con il braccialetto, sì. Ma torna.

La donna che non ha smesso di parlare

Quello che ha fatto Chiara Balistreri in questi anni va oltre la singola vicenda legale. Ha scelto di rendersi visibile quando sarebbe stato più comodo sparire. Ha portato la sua storia a Le Iene, a Verissimo, all’Isola dei Famosi — non per notorietà, ma per dimostrare che denunciare è possibile e che sopravvivere lo è altrettanto.

Ha detto ai giornali che “la mia storia è purtroppo comune a tantissime ragazze, anche molto giovani” e che “l’età dei primi segnali di prevaricazione si è abbassata molto”. Ha chiesto educazione affettiva nelle scuole. Ha parlato di gelosia, controllo, possessività come forme di violenza riconoscibili prima che diventino pugni.

Oggi ha 23 anni, un nuovo amore — Nicolò Simionato, conosciuto in Sardegna durante una vacanza — e una paura che non passa. Le due cose coesistono. Nessuna cancella l’altra.

Cosa fare se ti riconosci in questa storia

Se stai leggendo questo articolo e qualcosa ti ha colpita, non perché sei curiosa della vicenda ma perché la senti vicina: il numero 1522 è gratuito, anonimo, attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Risponde operatrici specializzate in violenza di genere e stalking.

Non serve essere in pericolo immediato per chiamare. Basta avere dubbi.

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