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Busta paga, a maggio in arrivo due nuovi bonus per i lavoratori
Stampa articoloDa maggio potrebbero arrivare due nuovi bonus in busta paga per milioni di lavoratori. La novità è contenuta nella bozza del cosiddetto Decreto 1° maggio, su cui il governo ha avviato i lavori. L’obiettivo è quello di rafforzare il potere d’acquisto delle famiglie in una fase ancora segnata da inflazione e aumento dei costi quotidiani.
Le misure seguono due direzioni diverse, ma convergono sullo stesso risultato: aumentare lo stipendio netto. Da una parte si interviene sui fringe benefit, ampliando la soglia esentasse. Dall’altra si introduce un nuovo meccanismo per i lavoratori con contratto collettivo scaduto, con una sorta di anticipo sugli aumenti.
Fringe benefit: possibile soglia a 3.000 euro
Il primo intervento riguarda il sistema dei fringe benefit, cioè quei compensi non monetari che le aziende possono riconoscere ai dipendenti sotto forma di servizi o rimborsi. Attualmente le soglie di esenzione fiscale sono: 1.000 euro annui per chi non ha figli a carico e 2.000 euro annui per chi ha almeno due figli
Con il nuovo decreto, il limite potrebbe salire fino a 3.000 euro. Non è ancora chiaro se questa soglia varrà per tutti o solo per alcune categorie di lavoratori. Sarà necessario attendere il decreto attuativo per definire i dettagli.
L’impatto potenziale è rilevante. I fringe benefit non concorrono alla formazione del reddito entro i limiti previsti, quindi aumentano il valore reale della busta paga senza incidere sulle tasse.
Cosa rientra nei fringe benefit
Il perimetro dei fringe benefit è ampio e negli ultimi anni si è progressivamente esteso. Tra i più diffusi ci sono: auto aziendale a uso promiscuo; telefono e pc aziendale; buoni pasto; affitto o alloggio aziendale; polizze sanitarie e servizi di assistenza.
A questi si aggiungono anche spese per istruzione, borse di studio e supporto a familiari non autosufficienti. Negli ultimi interventi normativi sono stati inclusi anche i rimborsi per utenze domestiche (luce, acqua e gas); affitto e mutuo.
Un eventuale aumento a 3.000 euro amplierebbe in modo significativo l’utilizzo di questi strumenti, rendendoli ancora più centrali nelle politiche retributive delle imprese.
Nuovo bonus per contratti collettivi scaduti
La seconda novità riguarda un tema molto discusso: i ritardi nel rinnovo dei Contratti collettivi nazionali di lavoro (Ccnl).
Il governo ha più volte ribadito la propria posizione contraria al salario minimo legale, sostenendo che la contrattazione collettiva già garantisce livelli retributivi adeguati. Tuttavia, esiste un problema concreto: molti contratti restano scaduti per mesi o anni, senza rinnovo.
Per affrontare questa criticità, il decreto introduce una nuova misura: una “indennità provvisoria della retribuzione”.
Come funziona l’indennità automatica
Il meccanismo previsto è progressivo:
- Dopo 6 mesi dalla scadenza del Ccnl, scatta un aumento pari al 30% del tasso di inflazione programmato;
- Dopo 12 mesi, l’indennità sale al 60%
Si tratta di un’integrazione automatica in busta paga, pensata per compensare il mancato aggiornamento salariale.
Questa misura ha una doppia funzione. Da un lato tutela i lavoratori, evitando che restino per lungo tempo con stipendi non adeguati al costo della vita. Dall’altro esercita una pressione sulle imprese e sulle parti sociali per accelerare il rinnovo dei contratti.
Le due misure agiscono su piani diversi ma complementari. I fringe benefit aumentano la retribuzione in modo flessibile e detassato. L’indennità per contratti scaduti interviene invece sulla struttura salariale.
Se entrambe verranno confermate, il risultato sarà una busta paga più consistente già nei prossimi mesi, anche se con modalità differenti a seconda del settore e della situazione contrattuale.