Hai figli? Hai un cane o un gatto? Scordati l’affitto. Giulia, 36enne romana, è mamma di una bimba di 8 mesi e da quasi un anno, ovvero da quando era incinta, cerca invano casa in affitto in periferia a Roma. La risposta è sempre la stessa: “No bambini”. È questa la risposta che arriva dalle agenzie o dai siti immobiliari web a cui si è rivolta per trovare un appartamento in affitto. Oltre ai “no” detti a voce, ci sono gli annunci online che specificano esplicitamente la non gradita presenza di bambini.
“Nel 2023 ci dicono di fare figli e poi ci trattano così? Io ho una bimba di 8 mesi e cerco casa da prima che nascesse. Ma non ho ancora trovato nulla” racconta Giulia all’ANSA. “Sono un’estetista, lavoro sodo, non chiedo contratti in nero. Ma da quando sono andata a cercare casa col pancione, è stato impossibile trovare un affitto disponibile“.
Giulia lavora come estetista partita IVA in un centro estetico nel quartiere Marconi da diversi anni. Ora sta vivendo “un inferno, una vera e propria odissea” per trovare un affitto in zona Pisana, Casaletto, Tiburtina o Battistini. Cambiano le zone, ma la risposta è identica: appena si scopre che è mamma, il proprietario o l’agenzia fanno dietrofront. “Il nodo è la bimba, chiunque mi rivolga” dice sconsolata.
La donna non sa spiegarsi il perché di questa ostilità verso i bambini. Le risposte sono sempre evasive, mai dirette, ma quel “no bambini” compare in bella vista negli annunci. Persino in gruppi di quartiere, chi conosce il problema, cerca casa specificando “coppia senza figli né animali”, come se non avere figli fosse requisito necessario. Una situazione che ha creato diversi problemi a Giulia: “È iniziato tutto perché il proprietario dell’appartamento dove abitavo ha avuto bisogno della casa. Ora mi appoggio dai miei genitori, ma non potrà durare per sempre”. Inoltre, la ricerca di una casa le sottrae tempo prezioso al lavoro.
Ormai sconfortata, per avere una chance Giulia nega di avere una figlia: “È l’unico modo per sperare in un’opportunità” ammette. “La situazione è inquietante, deprimente. Mi devo sentire inferiore o in colpa? Se non facciamo figli siamo crocifisse, ma quando li abbiamo ecco il trattamento ricevuto. In questo caso sono discriminata per il solo fatto di essere mamma”.
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