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Addio a Stephen Hawking, lo scienziato della Teoria del Tutto

Società - 14 marzo 2018

Oggi, 14 Marzo 2018, il mondo dice addio a Stephen Hawking , lo scienziato famoso soprattutto per la Teoria del Tutto morto stamattina nella sua casa di Cambridge.

Lo scienziato Stephen Hawking era nato ad Oxford l’8 gennaio del 1942 e, a dispetto delle sue condizioni di salute, ha condotto una vita incredibile, come racconta bene il film La Teoria del Tutto, brillantemente interpretato dall’attore Eddie Redmayne e che dopo ha ispirato anche la famosissima serie televisiva The big bang Theory.

Vincolato all’immobilità dagli anni Ottanta a causa di una malattia del motoneurone diagnosticatagli già nel 1963 (con probabilità una forma a lenta progressione di sclerosi laterale amiotrofica) Stephen Hawking si esprimeva soprattutto tramite un sintetizzatore vocale. Ciononostante la sua immagine pubblica, mediata da numerose apparizioni in documentari e trasmissioni televisive, è divenuta una delle icone della scienza moderna.

Tutti, ma proprio tutti, sanno infatti della sua battaglia alla malattia, ma sono anche a conoscenza di concetti difficili come i buchi neri e le stringhe; questo perchè Stephen Hawking è stato uno scienziato tra i più famosi di sempre, noto non solo nell’ambiente accademico mondiale ma anche al grande pubblico, che lo ha amato come uno scienziato geniale e decisamente sopra le righe.

Da studente universitario dei primi anni 70, Hawking sviluppò una genuina passione per la matematica che però fu osteggiata dal padre, medico e desideroso di vedere il figlio fare la sua stessa carriera. Ma Stephen aveva le idee chiare: amava la matematica.
All’epoca, tuttavia, l’Università di Oxford non aveva tra le sue offerte formative la facoltà di matematica e Stephen Hawking si vide costretto a ripiegare sulla fisica, laureandosi poi alla facoltà di Scienze Naturali. Tra il secondo e il terzo anno di studio, Hawking sviluppò un grande interesse per la musica, la scienza e per la fantascienza.

Quando gli fu diagnosticata la malattia, la sclerosi laterale amiotrofica, gli furono dati pochi anni di vita. Invece, a dispetto di tutto, lui superò la depressione e, sebbene, gravemente malato, sulla sedia a rotelle e tracheotomizzato, diede il meglio di sè fino a oggi, 14 marzo 2018, giorno in cui si è spento per tornare alle sue amate stelle.

In questi 76 anni, Stephen Hawking ha dato moltissimo al mondo, facendo conoscere a tutti elementi del nostro Spazio che altrimenti non avremmo mai conosciuto. Formulando la teoria del paradosso dell’informazione dei buchi neri, Stephen Hawking disse: “Einstein sbagliò quando disse: “Dio non gioca a dadi”. La considerazione dei buchi neri suggerisce infatti non solo che Dio gioca a dadi, ma che a volte ci confonde gettandoli dove non li si può vedere”.

Invece, a proposito della malattia, Hawking dichiarò: “Le mie aspettative sono state ridotte a zero quando avevo 21 anni. Da allora, tutto è un bonus. Ho vissuto cinque decadi in più di quanto predetto dai medici. Ho provato a fare buon uso del mio tempo. Poiché ogni giorno può essere l’ultimo, voglio sfruttarne ogni minuto”.

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