Rivoluzioni alle Olimpiadi di Tokyo. Laurel Hubbard, è la prima atleta transgender a qualificarsi a un’Olimpiade.
Anche i transgender potranno partecipare alle Olimpiadi di Tokyo in base alle nuove regole del Cio. E’ intervenuto a suo tempo dopo le polemiche per le prestazioni e le vittorie della mezzofondista sudafricana Caster Semenya, accusata dalle rivali di essere un uomo e in realtà affetta da iperandroginia.
Laurel Hubbard scriverà la storia. La sollevatrice di pesi neozelandese è pronta a diventare la prima atleta transgender a competere ufficialmente alle Olimpiadi.
Laurel, nata di sesso maschile ma ha effettuato il percorso di transizione diventando donna. Ha conseguito svariate vittorie tra gli uomini e provocò le proteste delle rivali alla sua prima medaglia mondiale tra le sollevatrici donne. Il tutto è avvenuto nel 2017.
Adesso le cose stanno per cambiare e parteciperà alle Olimpiadi di Tokyo.
Una mossa che riaccenderà il dibattito tra favorevoli e contrari, e non per la disputa sui diritti sociali.
Hubbard ha gareggiato anche nelle competizioni maschili. E’ diventata idonea a competere nel sollevamento pesi femminile dopo aver mostrato livelli di testosterone al di sotto della soglia richiesta dal Comitato Olimpico Internazionale (10 nanomoli per litro, da confermare nei 12 mesi precedenti i Giochi).
L’atleta è già stata la prima transgender a partecipare in Australia ai Giochi del Commonwealth a Gold Coast nel 2018, quando ha dovuto ritirarsi dopo aver subito un infortunio al gomito che ha quasi messo fine alla sua carriera.
La squadra neozelandese deve ancora essere ufficializzata, ma i dirigenti della federazione mondiale hanno confermato al Guardian che Hubbard, n. 16 del ranking mondiale, al momento è in grado di soddisfare i nuovi criteri di qualificazione che sono stati semplificati dalla Federazione internazionale di sollevamento pesi a causa della pandemia Covid-19.
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