Sentenze parziali di separazione e di divorzio

Chi ha affrontato o sta affrontando una separazione o un divorzio, sa bene in l’Italia non brilla certo per la velocità del percorso che porterà allo scioglimento del matrimonio. Viene domandato molto frequentemente se esista un modo per “abbreviare” le lunghe cause di separazione o quelle di divorzio per giungere più velocemente alla tanto agognata libertà.

Con l’attuale legislazione è infatti necessario attendere tre anni dalla data della comparizione dei coniugi avanti al Presidente del Tribunale, nella prima udienza della separazione, per poter richiedere la cessazione degli effetti civili o lo scioglimento (alias divorzio) del matrimonio.

Il progetto di riforma più recente prevede che il tempo dei tre anni sia ridotto ad un anno, ma per ora, finché questa riforma non sarà approvata, vige la vecchia normativa del 1970.

Per quanto riguarda la separazione, nell’udienza cosiddetta “presidenziale” può anche emettere una sentenza non definitiva di separazione, rinviando però la causa per discutere con rito ordinario tutti gli altri aspetti della separazione, stabiliti dalla sentenza finale. Le condizioni stabilite nella sentenza di separazione giudiziale potranno comunque essere modificate o revocate se intervengano fatti nuovi che modificano la situazione di uno dei coniugi o il rapporto con i figli

Veniamo invece al momento del divorzio. Come recita la legge del 1970 citata sopra, se le parti lo richiedono il Tribunale può comunque emettere una sentenza non definitiva di divorzio, nel caso in cui il processo debba poi continuare per determinare l’assegno. Dunque, mentre si continua a discutere sulle condizioni, viene già emessa la sentenza che modifica lo status: cioè da sposati si torna allo stato di celibi e nubili.

Contro tale sentenza è ammesso solo appello immediato; è necessario notificarne, appena disponibile, una copia alla controparte.

Senz’altro, chiedere al Giudice di emettere la sentenza solo sullo status sveltisce i tempi per chi ha nuovi progetti di vita.

Prima di poter procedere alle pubblicazioni per un nuovo matrimonio, e quindi, prima di poter ottenere uno status “libero”, è però necessario attendere che il Tribunale inoltri la sentenza all’Ufficiale dello Stato civile perché la annoti sul certificato di matrimonio.

Tale procedura, che a volte richiede alcuni mesi, non ha un tempo uguale in tutte le città: molto dipende dai carichi di lavoro del Tribunale.

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