Entrare al nido rappresenta da sempre un’esperienza importante e significativa, non solo per il bambino, ma anche per l’adulto che accompagna il piccolo, cioè prevalentemente la sua Mamma.
Il nido rappresenta un nuovo inizio, un cambiamento forte per la vita del bambino e della sua famiglia, poiché costituisce il primo contatto con un ambiente extra-familiare e, in genere, il primo distacco dalla figura materna. Ogni madre teme di causare dei piccoli traumi al figlio lasciandolo in mani “sconosciute”, ma col tempo capirà che sta in realtà offrendo al suo bimbo un dono preziosissimo, quello cioè di permettergli di crescere e di farlo diventare grande. Dunque, prima abbandonerà il senso di colpa, prima il bambino si ambienterà nel nuovo spazio, imparerà nuove cose, conoscerà amici e altri adulti di riferimento.
Inserire il proprio bambino al nido rappresenta un’avventura poiché, anche se si tratta di un evento sul quale si è già riflettuto a fondo, non tutte le reazioni si possono prevedere.
Nei nostri nidi abbiamo visto risposte diverse, sia tra i bambini sia tra le mamme e i papà. Ricordiamoci sempre che, come tutti i cambiamenti, anche questo necessita di un tempo di elaborazione diverso da persona a persona. E’ chiaro che se l’adulto dispone di un atteggiamento di fiducia e serenità dentro di sé, verso il nuovo asilo e verso le educatrici, l’impatto del proprio bambino sarà positivo e improntato alla curiosità.
In conclusione, riteniamo che l’esperienza al nido sia unica e irripetibile: in particolare offre uno scambio socio-relazionale e affettivo molto intenso che favorirà senz’altro la crescita del vostro bambino.
Marta Stella Bruzzone, pedagogista
Sara Luna Bruzzone, psicologa
Blogger di www.mammechefatica.it
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