A differenza di una buona parte dell’Europa e degli Stati Uniti, dove l’ home schooling è già molto praticato, in Italia l’istruzione tra le mura domestiche viene ancora vissuta come una cosa illegale, una mancata socializzazione e una forma “vigliaccheria” genitoriale. Ma sono sempre meno a pensarla così, perchè l’home schooling si sta diffondendo a macchia d’olio anche nel nostro paese. Come mai? Quali rischi ci sono nell’andare e nel non andare a scuola in termini di preparazione e di istruzione?
Home schooling: i PRO
Prima di tutto, bisogna dire che istruire i propri figli a casa è legale, quindi, per quanto riguarda la Legge, non ci sono contro. L’articolo 34 della Costituzione Italiana recita: “L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita”. Quindi è l’istruzione ad essere obbligatoria, ma non la scuola. Inoltre l’articolo 30 recita: “E` dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio”, sottolineando che l’istruzione dei propri figli è in primis una responsabilità dei genitori, non dello Stato.
Va da sè che se un genitore o una famiglia sceglie di educare e istruire i propri figli in casa, ha dalla sua il riconoscimento di alcuni ineluttabili vantaggi per lo scolaro e per la famiglia: evita forme di bullismo sempre crescente negli ultimi anni nelle scuole pubbliche e private, evita di esporre suo figlio alle storture della scuola pubblica quali la condivisione di spazi angusti e spesso poco confortevoli, e cerca di dare allo scolaro una istruzione più mirata sulle proprie esigenze, deficit compresi. D’altra parte, nell’idea della formazione e della istruzione individualizzata concepita dai Ministeri di tutte le legislature moderne, è prevista una maggiore attenzione ad ogni esigenza specifica dell’educando, esigenza che spesso e volentieri non si rispetta.
I fatti dell’ultima ora, infine, portano sempre più genitori a ritenere la scuola un luogo di diseducazione e non di reale crescita. Ma su questo argomento il dibattito è sin troppo complesso.
Home schooling: i CONTRO
Da quanto detto sin qui, l’home schooling è una sorta di “segregazione benefica e benevole” del bambino che verrà educato da genitori, educatori e insegnanti esclusivamente in ambienti domestici. Ma è davvero così?
Chi osteggia questo metodo ovviamente si rifà ad una idea più “peripatetica” della scuola, dove l’educazione viene considerata giusta in toto, rischi e difficoltà compresi. Quindi, secondo questa idea, il fattore della socializzazione nella scuola pubblica o privata, bella o brutta che sia, non dovrebbe essere sottovalutato mai. Come dire: è meglio fare conto subito con la realtà e andare a scuola indipendentemente dalle circostanze.
L’altro contro che si potrà incontrare in questa pratica è il conflitto che si può generare con le istituzioni e con il gruppo dei pari. Per educare i figli a casa, infatti, è necessario inviare una comunicazione scritta alla direzione didattica di competenza ogni anno per l’anno scolastico successivo. Alla prima lettera dovrebbe essere allegata l’autocertificazione attestante le capacità tecniche e le possibilità economiche dei genitori. Anche se è un diritto praticare la scuola familiare, è altrettanto vero che la scuola pubblica può fare dei controlli se ha forti dubbi sull’assolvimento dell’obbligo o se la famiglia sfugge ad ogni contatto. Detto ciò, se si vuole praticare l’home schooling, bisogna armarsi di coraggio e di perseveranza per essere aperti a “dimostrare” di essere capaci di farlo… per lo meno in Italia!
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