Il panorama musicale internazionale ha perso un’altra grande icona. La morte di Amy Winehouse è arrivata improvvisamente, in un momento in cui sembrava che la giovanissima cantante, fosse riuscita a chiudere i demoni che la perseguitavano in un cassetto. Da alcune settimane Amy non faceva più uso di droghe, ma qualcosa deve averla sconvolta perché venerdì sera, a quanto riferiscono alcune fonti a People, pare abbia fatto incetta di stupefacenti a Camden, il quartiere in cui viveva.
A provocarne la morte, nel pomeriggio di sabato 23 luglio, probabilmente un cocktail letale di droghe e alcol, ma per averne la conferma dovremo aspettare i risultati dell’autopsia in programma per oggi. Nonostante tutto, il gossip inglese sembra aver già emesso il verdetto, e secondo fonti anonime, probabilmente amici, la Winehouse nell’ultima settimana aveva cominciato a bere in maniera smodata, forse a causa della rottura con il fidanzato, il regista Reg Traviss. Il suicidio potrebbe perfino rivelarsi un’ipotesi plausibile.
Molto tristi le parole della madre rassegnata alla perdita ma consapevole che presto o tardi la vita sregolata della figlia si sarebbe risolta con un dramma. “Era questione di tempo”, ha commentato la madre, che aveva visto Amy Winehouse il giorno prima e aveva già notato qualcosa di diverso.
Una perdita molto sentita sui social network dove i fan hanno dato l’ultimo saluto alla celebre icona inglese, e hanno accusato amici, familiari e collaboratori di non essersi impegnanti nella sua disintossicazione.
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