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Se la pasta avesse il dono della parola, non c’è dubbio, parlerebbe italiano. Questo prodotto, infatti, più di tanti altri, rappresenta il nostro Paese e la dieta mediterranea.
A dirlo sono i risultati della ricerca Il futuro della pasta, commissionata a Eumetra da Unione Italiana Food (già AIDEPI), ente promotore, insieme a IPO – International Pasta Organisation, del World Pasta Day.
L’evento, giunto quest’anno alla sua 21ma edizione, vede protagonista un cibo semplicissimo (fatto solo di acqua e farina di grano), ma capace di assumere mille forme e di soddisfare le più sfrenate fantasie di chef e pasta lovers, che si danno appuntamento al 25 ottobre per animare una spaghettata virtuale ispirata al tema di questa edizione, #pasta2050. Il cuore pulsante del World Pasta Day, infatti, è la piattaforma digitale Al dente.
Gli esperti interpellati da Unione Italiana Food in occasione del World Pasta Day, hanno tracciato 6 tendenze che caratterizzeranno il consumo della pasta nel 2050:
La pasta ha un futuro roseo e non demonizzarla perché erroneamente la associ a carboidrati complessi, alias peso in più. Considera che 100 grammi di pasta forniscono circa 360 kcal, il 70% di carboidrati complessi e il 10-13% di proteine e pochissimi grassi.
Al di là di come sarà la pasta tra 30 anni, ci sono tante buone ragioni per consumarla senza farsi prendere da inutili sensi di colpa e te ne do almeno 3:
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