Una storia davvero singolare arriva dalla Turchia. Due pappagalli domestici sono stati chiamati a testimoniare in tribunale in un processo di divorzio tra due coniugi. Il motivo? I volatili, con la loro abitudine di ripetere le frasi che sentono, hanno inavvertitamente rivelato il tradimento della moglie al marito. Ecco la storia.
Tutto è iniziato quando l’uomo, ritornando a casa, ha sentito i suoi pappagalli ripetere più volte la frase “Mio marito non c’è, vieni”. Insospettito, ha capito che la moglie approfittava della sua assenza per invitare l’amante, sfruttando proprio i pappagalli per comunicargli che il campo era libero.
Furioso per il tradimento, il marito ha deciso di citare in giudizio la donna chiedendo il divorzio, portando come prova proprio la testimonianza dei pennuti. L’avvocato Ted Buckland, che segue il caso, ha confermato sui social network che i due volatili saranno presenti in tribunale.
Una storia che ha dell’inverosimile, eppure vera. I pappagalli, grazie alla loro straordinaria capacità di imitazione del linguaggio umano, sono diventati i testimoni chiave per smascherare il tradimento. La notizia, diffusa dai media turchi, è presto rimbalzata in tutto il mondo. In molti si chiedono se i pappagalli saranno davvero in grado di convincere il giudice della colpevolezza della moglie infedele.
È la prima volta che dei pappagalli vengono chiamati direttamente in causa in un processo. Come si suol dire, la verità viene sempre a galla… anche grazie al “becco” dei pappagalli.
L’igiene intima femminile è fondamentale per le donne di qualsiasi età, da quelle in fase…
Il mercato automobilistico del 2025 sta vivendo una vera e propria rivoluzione verde, con i…
Dopo il grigio dell’inverno ecco che tornano i colori e le fantasie, sbocciando sugli accessori…
Iniziare un percorso per migliorare la propria forma fisica non dovrebbe mai essere vissuto come…
Il poker è nato come gioco di carte tra amici nei saloon americani del XIX secolo e…
Vale davvero la pena dare una seconda possibilità a una storia finita? È una domanda…