Nell’aula della Corte d’Assise di Venezia, continua il processo a carico di Filippo Turetta, reo confesso dell’omicidio di Giulia Cecchettin. Oggi, il pm Andrea Petroni terrà la sua requisitoria, delineando i dettagli del delitto avvenuto l’11 novembre dello scorso anno. Le parti civili rappresentano il padre, i fratelli, la nonna e lo zio della vittima. Assente, per la prima volta, Gino Cecchettin, il padre di Giulia.
L’imputato, 23enne originario di Torreglia (Padova), è accusato di omicidio volontario aggravato da premeditazione, crudeltà ed efferatezza, oltre a stalking, sequestro di persona, occultamento di cadavere e porto d’armi continuato. Accuse pesanti che potrebbero portare alla condanna all’ergastolo. La sentenza è attesa per il 3 dicembre.
Durante la requisitoria, il pm Andrea Petroni ha ricostruito gli eventi della notte del delitto. “L’aggressione è durata sei minuti – afferma – Alle 23.18 è già finita”. Ha poi aggiunto: “Il lungo dialogo che sarebbe poi sfociato in discussione viene meno perché non c’è stato, tutto è durato sei minuti”. Le tracce di sangue ritrovate il giorno seguente a Vigonovo confermano l’aggressione dinamica.
Secondo il pm, Turetta non si è costituito ma si è preparato all’arresto, avendo esaurito le risorse per fuggire. “Lo fa cancellando tutte le tracce, comprese quelle sul suo cellulare”, ha dichiarato Petroni. L’auto dell’imputato, una Fiat Grande Punto, presentava segni di pulizia deliberata, come riscontrato dai rilievi del Ris.
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