Hijab in Iran
In Iran, dove da tempo sono in corso proteste contro il regime teocratico di Teheran, il ministero dell’Interno ha reso noto che l’hijab obbligatorio per le donne è “uno dei fondamenti della civiltà della nazione iraniana” e “uno dei principi pratici della Repubblica islamica“, “non c’è stato e non ci sarà alcun ritiro o tolleranza nei principi e nelle regole religiose e nei valori tradizionali”.
Lo riporta Iran international. Il comunicato ha aggiunto che “l’hijab e la castità dovrebbero essere tutelate per rafforzare le fondamenta della famiglia”.
Intanto, proseguono nel Paese le chiusure di centri per servizi e negozi per il mancato rispetto dell’obbligo di dipendenti e clienti.
Lo hijab è un indumento usato dalle donne musulmane per coprire i capelli e il collo, che fa parte del loro abbigliamento religioso.
Lo hijab deriva da una parola araba che significa “copertura” o “velo” ed è un simbolo di modestia e pudicizia. È una scelta personale per molte donne musulmane (ma, come abbiamo visto, non in Iran) e può variare di stile, tessuto e colore in base alla cultura e alla tradizione locale.
Ci sono diverse tipologie di hijab, tra cui il khimar, che copre la testa, il collo e le spalle, e l’abayà, che copre l’intero corpo. Ci sono anche altre forme di copertura del capo e del viso, come il niqab e il burqa, che coprono rispettivamente il volto e tutto il corpo, lasciando solo gli occhi scoperti.
Lo hijab è un simbolo importante dell’identità musulmana e della fede religiosa, ma il suo utilizzo e la sua interpretazione possono variare da persona a persona e da cultura a cultura.
Foto da DepositPhotos.
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