C’è un testimone dell’omicidio di Giulia Cecchettin. Si chiama Marco Musumeci che ha dato l’allarme udendo le grida della ragazza, aggredita da Filippo Turetta, nel parcheggio a 150 metri da casa della vittima.
Musumeci, rispondendo a un giornalista al citofono, ha detto: “Sì, sono stato io a chiamare il 112 quella notte, certo. Che ore erano? Circa le 23 e un quarto, su per giù. Se ho sentito chiamare aiuto? Non posso rilasciare altre dichiarazioni. Ho già detto tutto ai Carabinieri e ai familiari della ragazza”.
Le due aggressioni subite da Giulia Ceccherin da Fabio Turetta sono da collocare in circa 22 minuti, tra le 23.18 e le 23.40 dell’11 novembre, tra la casa della ragazza e la zona industriale di Fossò.La ricostruzione è contenuta nell’ordinanza di custodia cautelare del GIP di Venezia, trasmessa per l’emissione del mandato di arresto europeo nei confronti di Turetta, per i resti di omicidio aggravato dalla relazione affettiva e sequestro di persona. Il primo episodio è stato ricostruito dal racconto del testimone, il secondo dalle telecamere di sorveglianza della zona.
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