Il 21 aprile 2025 si è spento a 88 anni Papa Francesco, il pontefice che ha segnato un’epoca, cambiando il volto della Chiesa con gesti concreti, parole semplici e un cuore grande.
Un uomo di Dio che ha saputo parlare al mondo intero, indipendentemente dal credo, dalla cultura o dalla condizione sociale.
Tra le voci più toccate dalla sua scomparsa c’è quella di Fabio Fazio, che lo ha ospitato più volte nel suo programma “Che tempo che fa”, l’ultima il 19 gennaio scorso. “Sono affranto, disorientato”, ha dichiarato il conduttore all’Adnkronos. “Papa Francesco è stato il Papa che abbiamo sempre aspettato. Una persona meravigliosa e unica. Un intellettuale di cuore. È stato la luce nel buio di questo mondo. Una luce che ha illuminato il nostro cammino. Siamo soli”.
Fabio Fazio ha sottolineato come Papa Francesco sia riuscito a parlare al cuore delle persone con una forza rara. “Aveva questa clamorosa, unica, straordinaria capacità di leggere nel cuore delle persone,” ha detto.
“È stato un Papa straordinario perché è stato il Papa di tutti, proprio tutti. Ha conosciuto e amato i poveri, ha chiamato a sé tutti con quel suo famoso ‘todos, todos, todos’ che era molto più di uno slogan: era un atto d’amore inclusivo”.
Un pontefice che non ha mai fatto distinzioni, che ha aperto le braccia senza escludere nessuno. La sua voce è stata quella della pace, dell’ascolto, della comprensione. E soprattutto del perdono. “Ci ha fatto sentire tutti perdonati, tutti amati, come solo lui ha saputo fare.”
Nelle parole di Fazio c’è un senso di perdita profonda, condiviso da milioni di persone nel mondo. “Oggi mi sento non solo molto triste ma anche smarrito, come immagino si sentano miliardi di persone. In questo mondo sempre più buio, lui è stato una luce da seguire. L’unico che, in questi anni, ha parlato con saggezza e con umanità di pace. L’unico che ha parlato di prospettive buone in un mondo sempre più violento e aggressivo”.
Papa Francesco lascia un vuoto enorme, ma anche un’eredità potente: quella di una fede che sa accogliere, che sa ascoltare, che si fa prossima. Di un amore che non giudica. Di un uomo che ha reso il Vangelo contemporaneo, vivo, necessario.
Oggi il mondo è senza quella luce. Ma forse, proprio grazie a lui, abbiamo imparato dove cercarla.
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