La scrittrice Giulia Caminito ha vinto l’edizione 2021 del premio letterario Campiello. Con il romanzo “L’acqua del lago non è mai così dolce”, ha conseguito un importantissimo risultato in onore di tutte le donne. E’ uno dei premi più prestigiosi in Italia e lei lo ha conquistato con 99 voti.
Il libro è stato pubblicato da Bompiani e racconta la storia di una ragazza adolescente che cresce in una famiglia povera nella periferia romana, all’inizio degli anni Duemila.
Al secondo posto “Se l’acqua ride” (Einaudi) di Paolo Malaguti, 80 voti, al terzo “Sanguina ancora” (Mondadori) di Paolo Nori, 37 voti, al quarto “La felicita’ degli altri” (La nave di Teseo) di Carmen Pellegrino, 36 voti e al quinto “Il libro delle case” (Feltrinelli) di Andrea Bajani, 18 voti.
“Ho indossato le scarpe rosse per dedicare il premio alle possibilità delle donne di leggere e scrivere ovunque”. Lo ha detto Giulia Caminito, vincitrice del Premio Campiello 2021 nel ricevere il riconoscimento all’Arsenale di Venezia.
Giulia Caminito ha conquistato il Premio Campiello 2021 con la sua “parabola intorno alla difficoltà di stare al mondo con i propri mezzi”.
Già nella cinquina del Premio Strega 2021, la scrittrice romana, nata nel 1988, arrivata a Venezia molto provata dalla stanchezza ma “molto contenta di essere qui”, ha raccontato una storia dura, la sfida all’infelicità di Gaia, bambina e poi adolescente nel vuoto degli anni Duemila, tra la periferia di Roma e Anguillara Sabazia sul lago di Bracciano, con una famiglia disastrata. “E’ la storia di un mancato riscatto” ha detto la Caminito, che ha voluto dedicare il premio alle donne.
“Lei ha un suo percorso, i suoi desideri. La domanda sospesa è il rapporto tra la rabbia pubblica e la rabbia privata. Noi seguiamo il suo percorso in cui gli atti di violenza si accavallano”. Lo ha spiegato la scrittrice già autrice de ‘La Grande A’ e ‘Un giorno verrà’.
Nata a Roma nel 1988, è laureata in filosofia politica. Ha esordito nella narrativa nel 2016 con il romanzo La grande A ascrivibile al genere postcoloniale africano. Basato su vicende familiari, ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra i quali il Premio Berto, il Premio Bagutta (sezione Opera Prima)e il Premio Brancati (sezione Giovani).
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