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Donne per la Salvezza-Half of It: come ripartire alla pari

Donne per la Salvezza-Half of It riunisce donne del mondo per ripartire alla pari, per un Recovery Fund che dia forza alle donne, alle infrastrutture sociali e all’occupazione femminile. Le donne che prendono parte a questa iniziativa condividono l’idea che l’uguaglianza di genere crei sviluppo. Di fondamentale importanza è il documento programmatico indirizzato al Governo, contenente una serie di proposte estremamente concrete in grado di far progredire il Paese.

Il manifesto di Donne per la salvezza Half of it è appoggiato, tra le altre, da Le Contemporanee, Rete per la parita’, D.i.Re – Donne in rete contro la violenza, Il Giusto Mezzo, Soroptimist International Italia, Fondazione Bellisario, Dateci voce, Fuori quota, GammaDonna, Community Donne 4.0, EWA, Differenza Donna, Se Non Ora Quando, Libere, Odiare ti costa, Tlon, Base Italia, M&M Idee per un Paese migliore, Fondazione CeRM, Movimenta, CGIL politiche di genere, UIL coordinamento pari opportunità.

I punti salienti del Manifesto Donne per la Salvezza sono i seguenti:

Asili nido pubblici per il 60% dei bambini da 0 a 3 anni con uno stanziamento di 8 miliardi di euro e la loro realizzazione entro i prossimi 5 anni.

Servizi territoriali di assistenza e sanità per gli anziani e le persone disabili e non autosufficienti, con uno stanziamento di almeno 4 miliardi di euro e la loro realizzazione entro i prossimi 5 anni.

Cashback immediato per le famiglie sulle cifre spese per i servizi di cura e assistenza: tale rimborso sarà finanziato grazie allo stanziamento di 1,2 miliardi annui per cinque anni, cifra che andrà via via riducendosi, perché il cashback favorirà l’emersione dell’enorme massa di lavoro nero legata alla cura.

Azioni forti e globali per favorire la condivisione della cura dei figli di entrambi i genitori, vedi prolungare il congedo per i padri e mettere a carico dell’Inps l’anticipo dell’indennità obbligatoria di maternità. In più, si chiede che il 100% dell’indennità obbligatoria di maternità sia a carico della fiscalità generale.

Tempo pieno nelle scuole, in tutti i settori educativi. Aumento delle ore di educazione civica, con particolare attenzione per l’insegnamento dei valori di uguaglianza e inclusività, per vincere bullismo, violenza, discriminazione di genere, razza, religione, orientamento sessuale, nonché per l’insegnamento dell’educazione finanziaria.

-Straordinaria campagna di assunzione nei servizi pubblici – dalla scuola all’assistenza, dalla sanità alla ricerca alla cultura – per moltiplicare le opportunità di lavoro per donne e giovani. Si chiede che i bandi di assunzione garantiscano formazione specifica sulla tecnologia e la digitalizzazione, per superare gli eventuali gap di chi al momento non ha competenze adeguate.

-Forte sostegno alle donne che vogliono diventare imprenditrici, attraverso un affiancamento e la formazione nei primi tre anni di attività.

Per le lavoratrici autonome, riduzione consistente dei contributi previdenziali, se ciò è compatibile con le esigenze di spesa pubblica, e riconoscimento del diritto alla maternità e alla malattia.

Per incoraggiare le ragazze a intraprendere le carriere scientifiche, riduzione delle tasse universitarie per quante scelgono, appunto, le facoltà scientifiche e tecniche e in queste ultime introduzione delle quote di genere (50%) nei test d’ingresso. Via le imposte anche per chi sceglie di frequentare gli Istituti Tecnici Statali, che offrono opportunità di lavoro spesso immediate e spendibili.

Formazione e orientamento, da effettuare anche a distanza, per favorire l’occupazione femminile e l’acquisizione delle competenze digitali, oggi essenziali per entrare e stare nel mercato. Interventi di formazione per rendere più professionali i lavori di cura e assistenza, che si candidano a essere sempre più richiesti in futuro.

Aggiornamento del Codice delle pari opportunità, chiarendo i parametri di rispetto della parità di stipendio e di opportunità sul luogo di lavoro e creando un meccanismo che premi i datori di lavoro virtuosi attraverso importanti sgravi contributi e/o fiscali.

-Forte investimento sul territorio di consultori e centri antiviolenza.

Aggiornamento degli organismi che oggi vigilano sulla parità di genere ed, eventualmente, creazione di un organismo indipendente dal potere politico, con capacità sanzionatoria.

-Si chiede che tutti gli investimenti che verranno fatti all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza siano prima soggetti a una valutazione dell’impatto di genere, ovvero degli effetti che avranno sugli uomini e le donne, al fine di contrastare ogni tipo di discriminazione. Si chiede che la valutazione di genere segua anche ogni misura realizzata.

Misura cruciale: si chiede che, per la gestione dell’intero piano, il Governo metta a fuoco un modello di Governance che assicuri il 50% di presenza femminile.

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