Cannes 2016, i vincitori della 69esima edizione

Tra momenti indimenticabili e colpi di scena cala il sipario sul 69esimo Festival di Cannes, una delle edizioni più promettenti fin dalla prima giornata che fino alla fine ci ha lasciato con il fiato sospeso. Tra pronostici e sorprese, alla fine, la Palma d’oro per il miglior film è andata a I, Daniel Blake, di Ken Loach, autore di un dramma umano e sociale che ruota intorno alla storia di un uomo che non soltanto viene abbandonato dallo stato, ma che rimane anche vittima di una macchina burocratica che mette in crisi la dignità di questo povero vedovo che a causa di un problema di salute non può riprendere la sua attività lavorativa. Una grande storia, un grande film, un grande regista.

Tutti i vincitori del festival di Cannes 2016

Tra gli attori la Palma per la migliore interpretazione femminile è andata a Jaclyn Jose, la  protagonista di Ma’ Rosa, il film di Mendoza, mentre il riconoscimento come migliore interprete maschile se lo è aggiudicato l’iraniano Shahab Hosseini, con Forushande di Asghar Farhadi, che è stato abbastanza bravo da meritare anche un riconoscimento per la Sceneggiatura.

Il premio alla Regia, invece, lo hanno condiviso Cristian Mungiu, il regista romeno in gara con Bacalaureat, una delle pellicole più quotate del Festival, e Olivier Assays con il film Personal Shopper, in questo caso un premio un po’ inaspettato se consideriamo che la critica non lo ha accolto con benevolenza. Il regista racconta la storia di una giovane personal shopper, Kristen Stewart, che si sposta continuamente tra alberghi, negozi e case private, in attesa che il fratello gemello si manifesti dall’aldilà. In breve, come lo ha definito qualcuno, un film che è la rappresentazione di una giovane mente turbata e ossessionata.

Il premio della giuria è andato invece ad American Honey di Andrea Arnold, un ritratto generazionale che ci regala una inedita riflessione sul precariato, che va ben oltre l’accezione comune, mentre il Grand Prix della giuria se lo è guadagnato il regista canadese Xavier Dolan in concorso con It’s only the end of the world, un film profondo ma leggero, che racconta l’addio alla vita di uno scrittore che dopo tanti anni di assenza ritorna a casa per “salutare” i suoi cari perché sa di dover morire. E lo fa con uno scambio di sguardi e di parole frutto del desiderio di chi vuole andarsene in pace, un addio che però rimane quasi inespresso. E infine il Festival di Cannes 2016 si chiude con il premio a Hounda Benyamina, una giovane regista franco-marocchina che con Divines si aggiudica il premio miglior Opera Prima “Camera d’or”.

LEGGI ANCHE:

Mostra del cinema di Venezia 2015, tutto quello che c’è da sapere

Articoli recenti

  • Salute

Igiene intima: 7 errori comuni che (quasi) tutte facciamo e che possono causare irritazioni

L’igiene intima femminile è fondamentale per le donne di qualsiasi età, da quelle in fase…

% giorni fa
  • Lifestyle

Come scegliere il suv ibrido giusto: dimensioni, consumi e tecnologie a confronto

Il mercato automobilistico del 2025 sta vivendo una vera e propria rivoluzione verde, con i…

% giorni fa
  • Accessori moda

Tendenze e abbinamenti per le borse della primavera 2026

Dopo il grigio dell’inverno ecco che tornano i colori e le fantasie, sbocciando sugli accessori…

% giorni fa
  • Salute

Benessere e vita frenetica: la guida per ritrovare la linea con equilibrio

Iniziare un percorso per migliorare la propria forma fisica non dovrebbe mai essere vissuto come…

% giorni fa
  • Attualità

Donne e poker: ecco chi sono le migliori giocatrici italiane

Il poker è nato come gioco di carte tra amici nei saloon americani del XIX secolo e…

% giorni fa
  • Coppia

Tornare con un ex: scelta d’amore o errore da evitare?

Vale davvero la pena dare una seconda possibilità a una storia finita? È una domanda…

% giorni fa