14 Ottobre 2021 |

Francesca Neri: «Sono salva grazie all’amore di mio marito Claudio Amendola»

di Manuela Zanni

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  • Francesca Neri: «L’amore per mio marito Claudio Amendola mi ha salvata».
  • L’attrice si confessa in un’intervista al settimanale «Oggi».
  • «Ho cercato di allontanate Claudio quando soffrivo, ma è sempre rimasto» ha confessato.

Chi ci ama davvero ci resta accanto anche (e soprattutto) quando cerchiamo di allontanarlo perchè stiamo male. Lo dimostra la storia di Francesca Neri, malata da anni di cistite interstiziale, che dice di essersi salvata grazie all’amore del marito Claudio Amendola che aveva cercato più volte di allontanare.

 

Francesca Neri si racconta “a cuore aperto”

Quando vedevo in lui la difficoltà, l’inadeguatezza, l’impotenza, soffrivo ancora di più e allora pensavo che, allontanandolo, avrei evitato almeno il suo dolore ha detto Francesca Neri in un’intervista al settimanale ” Oggi” ma lui (Claudio Amendola) è sempre rimasto.”Tante volte ho detto a mio marito: “Su, prendi nostro figlio e vai” perché davvero in quei momenti vuoi restare sola, sapendo che nessuno ti può aiutare” ha aggiunto.

Francesca Neri salvata dall’amore di Claudio Amendola

Con tanti momenti di crisi, giornate durissime, litigi. Però c’è sempre stato. Claudio mi ha salvato. E anche il mio amico fraterno Stefano, che ora non c’è più” ha continuato l’attrice in uno   dei passaggi più toccanti della lunga intervista  rilasciata al settimanale Oggi. “Il dolore unisce o divide-  dice l’attrice 57enne- io sono stata fortunata” ha aggiunto.

Il libro “Come carne viva”

L’attrice ha raccontato il suo calvario legato alla sofferenza  per  cistite interstiziale cronica  nel libro  autobiografico «Come carne viva» in cui oltre a raccontare la malattia parla ampiamente del ruolo  fondamentale  ricoperto da Amendola nel suo processo di guarigione, tuttavia, non ancora concluso rivelando che la  sua ancora di salvezza sia  stata appunto il marito, con il quale la sta da 25 anni.

Tre anni di buio, poi uno spiraglio di luce

Un calvario durato ben tre lunghi anni, il periodo più buio che l’attrice racconta di avere trascorso chiusa in una stanza di casa sua, andando avanti avendo come unico svago le serie tv e il gioco del burraco on line.

Il figlio Rocco si è allontanato da Francesca Neri

“Mio figlio Rocco non c’è stato, si è protetto», continua la Neri, «e io ho veramente avuto paura di perderlo. Il terrore grande è stato che gli rimanesse impressa questa immagine della mamma dolente, immobile, depressa”

 

Francesca Neri ha pensato al suicidio

“Il dolore della malattia era talmente forte da farmi  pensare al suicidio” ha confessato l’attrice ammettendo di aver vissuto momenti talmente terribili, nei quali non vedeva una via d’uscita e ha anche pensato al suicidio provocati, oltre che dal dolore fisico, anche da quello psicologico causato dalla  sofferenza enorme per  la perdita di un figlio e per l’ anaffettività di sua mamma con cui è, fortunatamente, riuscita a riconciliarsi prima della sua morte.

“Il lockdown per me è stata una rinascita”

Nell’intervista-verità la Neri alterna  il dolore alla consapevolezza di una rinascita, cominciata nel 2020, paradossalmente in pieno lockdown a causa della pandemia Covid19 «Proprio l’anno del lockdown che per me, invece, ha significato il ritorno alla vita».

 

Le parole di Claudio Amendola

Claudio Amendola settimane fa aveva parlato per primo della malattia della moglie, a cui è legato da oltre vent’anni. “Non ha una malattia chiara, ma ha una difficoltà nel vivere le sue giornate – ha confessato – Ha un dolore fisico enorme. Anche nella malattia, cerca la forza per stare bene. Ne ha parlato nel suo libro che presenterà presto. L’ho letto e ho pianto tanto. Ha grande intelligenza e coraggio. Il racconto che fa dei suoi ultimi anni di vita è coraggioso“.

Cos’è la cistite interstiziale

La cistite interstiziale è una condizione cronica che comporta pressione e dolore sulla vescica, di varia intensità. La vescica di un soggetto affetto da cistite interstiziale, 9 volte su 10 una donna, invia falsi segnali al cervello facendo percepire il bisogno di urinare anche quando la vescica è vuota o il quantitativo di urina è irrisorio. Spesso, a questo fenomeno si aggiunge uno stato perennemente infiammato e irritato delle pareti della vescica e, nei casi più gravi, l’irrigidimento e il deterioramento delle stesse.