26 Maggio 2021 |

“Sono maschio, sono femmina. Sono io “: il monologo di Valeria Solarino

di Alice Marchese

Iscriviti alla Newsletter di Donnaclick

Non perderti le ultime novità
  •  Il monologo interpretato da Valeria Solarino sull’identità di genere ha lasciato tutti senza fiato
  • E’ stato pronunciato in chiusura dell’undicesima edizione del “WeWorld Festival” 
  • Questa edizione è stata dedicata agli stereotipi, ai diritti e all’empowerment femminile

Il monologo interpretato da Valeria Solarino sull’identità di genere ha lasciato tutti senza fiato. E’ stato pronunciato in chiusura dell’undicesima edizione del “WeWorld Festival” dedicata agli stereotipi, ai diritti e all’empowerment femminile.

Il monologo di Valeria Solarino

L’attrice, pronta a tornare a teatro con il nuovo spettacolo “Gerico Innocenza Rosa”, in cui si affrontano proprio queste tematiche, rivendica nel testo scritto da Giovanni Veronesi la libertà dell’essere umano di essere ciò che è. “Sono maschio e sono femmina, sono uomo e sono donna. Sono tutto, sono io. Che volete da me? Sono due in uno anzi, uno in due. Un essere umano solo in due persone complete e felici. Sono tutto, sono Dio”.

“Lo sa Dio”

“Nelle viscere arrotolate sono femmina, sì. Femmina e femminile, col tacco che non si stacca dal calcagno neanche quando mi levo le scarpe. Ma questo non lo sa nessuno. Per la paura della congiura. A mia immagine e somiglianza. Sono una partigiana, una staffetta. Lo sa Dio. Da una parte la cravatta, da parte c’è la donna. Uno in due. Un essere umano solo e due persone. Ho paura delle botte, quel coraggio dov’è finito? Nessuno mi rincorre, ma io scappo uguale. Chiedo aiuto, ma nessuno muove un dito indignato. Mio padre mi vuole figlio, mia madre mi vuole figlia. Voglio essere qualcuno non per vanità, ma per verità”.

“Nei vari mondi che conosco esiste un solo cuore che batte uguale per tutto, non come la legge. Il cuore è fatto a pera nei maschi e nelle femmine, nei mostri e nelle fate”.

Chi è Valeria Solarino

L’attrice Valeria Solarino ha interpretato un emozionante monologo sull’identità di genere e lo ha fatto in chiusura dell’undicesima edizione del “WeWorld Festival”. Un Festival (organizzato da WeWorld, ONG italiana che difende i diritti di donne, bambini e bambine in 27 Paesi), dedicato quest’anno non solo all’ empowerment femminile, alla condizione delle donne in Italia e nel mondo dopo la pandemia, ma a tutti gli stereotipi, di ieri e di oggi.

Da quelli strettamente legati all’aspetto fisico e al bodyshaming di stringente attualità, a quelli sulle donne e nello specifico sulla maternità fino ad arrivare al delicato tema della violenza di genere. Dopo una tre giorni di talk, dibattiti, performance e mostre, a chiudere l’evento è stata l’attrice nata in Venezuela da padre siciliano e mamma torinese, straordinario talento del cinema italiano.