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“Chiama 1522″: contro la violenza sulle donne

Si cammina per Palermo e ci si imbatte in striscioni il cui messaggio è particolarmente d’impatto: “Ti rissi no cala i manu”. Si trova nella famosa Piazza Magione, conosciuta come luogo di ritrovo. Una forte incisione presente nei muri della città è anche “Il patriarcato è un virus sociale”.

Una caratteristica che accomuna queste frasi è il numero “1522” accompagnato da una C, o più semplicemente “chiama il 1522”. In Corso Vittorio Emanuele, all’altezza di Porta Felice, si legge “Chiama 1522. Centro Antiviolenza” e si comprende la spiegazione a tutte queste esortazioni appese in giro per Palermo.

Non si sa chi sia l’autore o l’associazione che ha tappezzato la città con queste espressioni volte a denunciare una problematica collettiva.
Un aspetto a cui si presta attenzione è il numero ricorrente che ricorda il “in farmacia chiedi la Mascherina 1522”, monito che è stato lanciato durante la prima ondata di Covid-19. Sebbene si ritenesse che rimanere a casa fosse la soluzione per tutti per sfuggire al contagio, per molti non è stato così. La violenza domestica è stata temuta molto di più della pandemia stessa, e la tragedia è aver pensato che per tutti la propria dimora fosse la zona franca all’interno della quale ci si poteva salvare.

Dunque, per combattere contro un altro nemico che a differenza del Covid-19 è visibilissimo e spesso difficile da tenere a distanza, è stato ideato questo modo per tendere la mano e far sentire meno sole le persone più deboli e vittime di un tormento quotidiano.

“Chiama 1522. Lorena Quaranta. Piera Napoli. Roberta Siragusa”. Sul muro del Palazzo di Giustizia di Palermo sono stati scritti i nomi delle ultime vittime di femminicidio. Le loro storie non vanno dimenticate e vivono sulle nostre spalle, nonostante loro non ci siano più. Palermo dimostra esattamente questo: il massacro e l’uccisione sono in virus che vanno debellati e dichiarare ciò che si subisce può essere il nostro vaccino. C’è sempre una voce che non sarà mai zittita ed è così che la città di fronte a questo orrore comunica a gran voce.

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