26 giugno 2014 |

Selfie bikini bridge, una moda pericolosa?

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Selfie bikini bridge, la moda dell’autoscatto in spiaggia che potrebbe rivelarsi pericolosa. A lanciare l’allarme sono proprio i chirurghi plastici.

Chi salta i pasti per postare la foto di una pancia perfettamente piatta, chi si sottopone ad interventi di chirurgia estetica particolarmente invasivi pur di sfoggia un vitino da vespa o assottigliare la silhouette: sono proprio i chirurghi plastici a lanciare l’allarme.

Sentirsi belli sui social network sta diventando l’ossessione di molti teenager, che pur di guadagnare qualche “like” sono disposti a digiunare o addirittura a ricorrere alla chirurgia: dai selfie ai belfie, le istantanee del lato B, passando per il bikini bridge, che deriva esattamente da quel “ponte” che si crea tra le ossa delle anche e i bordi dello slip quando ci scattiamo una foto in posizione supina mentre stiamo distesi in spiaggia: chiaramente più la pancia è piatta più il ponte è alto. Una moda passeggiera? Forse, ma comunque pericolosa!

Per i teenager, ma in realtà non soltanto loro, questa smania di mostrarsi sui social network più bazzicati dal popolo della rete, sta letteralmente cambiando il modo in cui le persone, ma soprattutto i giovani, percepiscono il loro aspetto. I membri dell’American Academy of Plastica and Reconstructive Surgery proprio di recente hanno presentato a Washington i risultati di una ricerca condotta su oltre 2.500 chirurghi plastici facciali americani, da cui è emerso che nell’ultimo anno le richieste di ritocchi per piccole zone del viso ha registrato un incremento notevole, se confrontato alle statistiche degli anni precedenti. Non sono da meno neppure le richieste relative ad altri interventi per la riduzione del grasso su pancia, fianchi e sedere, complice questa mania di mostrare il proprio corpo sui social network.

Secondo gli esperti l’autoscatto imminente, quello che va condiviso immediatamente sui social network, costringe soprattutto i più giovani a ricorrere al bisturi: insomma non c’è più tempo per il fotoritocco, e così tutti rimediano su procedure più drastiche.

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