21 febbraio 2014 |

Luciana Littizzetto, il monologo sulla bellezza a Sanremo [Video e Testo]

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Alla fine, Luciana Littizzetto lo ha detto e, forse, si è tolta questo sassolino dalla scarpa, che pareva proprio darle un gran fastidio: la bellezza non è tutto!  Inseguire la bellezza e l’eterna giovinezza è pericoloso!

Lo ha detto certo a modo suo, in un esilarante monologo che mentre ti fa ridere a crepapelle risuona proprio come un “elogio della vita”, valida a prescindere dall’apparenza, dal trucco, dagli abiti e dal tempo che passa.

E, infondo, che questa pentola a pressione dal nome “Littizzetto” stesse per esplodere lo avevamo già capito, a giudicare dai look sobri e semplici che Luciana avevo sfoggiato nelle prime due serate del Festival Sanremo 2014. Era solo questione di tempo prima che arrivasse il monologo littizzettiano di Sanremo che recita esattamente così:

<<Per le donne, ultimamente, la bellezza sta diventando una ossessione: ci facciamo segare, piallare, pur di non perdere colpi. Alcune più invecchiano e più ringiovaniscono, come tante Benjamin Button. A 50 anni certe sembrano veline di Striscia, ma com’è possibile? Poi le guardi bene ed è come girare un gilet di pelle, che si vedono tutte le cuciture! Anche io qui sul palco sono figa ma poi dietro le quinte sono una crosta di pane toscano. A quelle che quando domandi  “Ma come fai a mantenerti così in forma?” rispondono “Eh, sai, con uno stile di vita sano e un po’ di movimento”,  sapete che dico? Ma vaffanculo! Anch’io conduco uno stile di vita sano ma mi vengono comunque delle rughe che sembrano il canale di Panama. Se conduci uno stile di vita sano e bevi tanto latte di soia vengono le tette della quarta? Cos’è, respiri elio? […] La verità è che uno nella vita può fare quello che vuole ma la bellezza non è perfezione, è strappo, inquietudine. Siamo tutti diversi, a volte drammaticamente, ma un mondo di uguali è orribile, un incubo, era così nei sistemi totalitari, dove si ammazzavano i diversi>>.

… Detto da Luciana Littizzetto, insomma, che a parte la simpatia ci mette la sua potente autoironia, questo monologo rischia di diventare il vero must di Sanremo 2014. E noi ce lo auguriamo!

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