23 Giugno 2021 |

Kat O’Brien rompe il silenzio e racconta dell’aggressione subita

di Alice Marchese

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  • Ci sono terribili eventi che nonostante si siano verificati anni fa, lasciano una ferita scolpita dentro di noi.
  • E’ il caso dell’ex giornalista sportiva Kat O’Brien. Aveva 22 anni quando ha subito un’aggressione sessuale da parte di un giocatore della Major League Baseball.
  • E’ stata anni in silenzio. In 18 anni non ha parlato con nessuno di questa vicenda, ma ora ha deciso di raccontare tutto.

Ci sono terribili eventi che nonostante si siano verificati anni fa, lasciano una ferita scolpita dentro di noi. E’ il caso dell’ex giornalista sportiva Kat O’Brien. Aveva 22 anni quando ha subito un’aggressione sessuale da parte di un giocatore della Major League Baseball. E’ stata anni in silenzio. In 18 anni non ha parlato con nessuno di questa vicenda, ma ora ha deciso di raccontare tutto.

Kat O’Brien: le sue parole

Lo ha raccontato in un articolo pubblicato sul New York Times. E’ stato lì che ha ricordato quella violenza: quel giorno in cui, in una camera d’albergo, mentre intervistava il giocatore per il The Fort Worth Star-Telegram, l’uomo si è avvicinato improvvisamente per baciarla. “Ho detto, no, no, non voglio. Ma lui mi ha spinto sul letto. Ho provato a respingerlo. Ho detto no, fermati, no, ripetutamente. E lui ha spinto di più, si è messo sopra di me, mi ha tolto la gonna e ha fatto sesso con me contro la mia volontà”. Riporta così Repubblica.

Aveva attribuito la colpa a se stessa

La tragedia in tutto questo è scovare la colpa in se stessi. Quello che aveva fatto l’ex giornalista sportiva. Secondo lei doveva esserci stato qualche fraintendimento. “Devo essere stata troppo carina, amichevole e aperta. Anche se ho detto no, deve esserci stato un fraintendimento. Ho vissuto nel terrore che la storia potesse venir fuori”, scrive nel suo articolo.

“Ho lottato contro altri abusi”

Kat O’Brien ha affrontato un’esperienza decisamente traumatica che le ha impedito di vivere serenamente. “Ho tenuto le persone a distanza, non ho frequentato nessuno per più di quattro anni dopo questa violenza, non mi fidavo di quell’intimità”. E in seguito, durante il suo lavoro, ha dovuto affrontare altri abusi, come essere chiamata “Legs” da un allenatore, o sentire i commenti di alcuni giocatori che si domandavano se lei indossasse un tanga.

Kat O’Brien ha deciso di rivelare ora questa storia, ma non il nome del suo assalitore (“mi esporrebbe solo a degli attacchi”), dopo aver letto i racconti delle esperienze di altre donne che hanno subito abusi. “Ho capito che non avevo fatto nulla di sbagliato”.