12 Febbraio 2020 |

Dantedì ogni 25 marzo, perché con Dante tutti possiamo iniziare un viaggio nel mezzo del cammin di nostra vita

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Il 25 marzo si celebra il Dantedì, una giornata speciale dedicata al sommo poeta riconosciuto come il padre della lingua italiana. Foto di Pixabay.it

Il Dantedì entra ufficialmente nel calendario.

Chi non ricorda l’incontro con Dante Alighieri sui banchi di scuola?… con lui siamo tutti un po’ in debito, non solo di una cultura eclettica e di una profondità religiosa fuori dal comune, ma soprattutto di una lingua. La lingua che parliamo, e che oggi è fra le più studiate al mondo.

Dante se la merita tutta una Giornata Nazionale e dopo tante peripezie, si terrà da questo 2020 ogni anno il 25 marzo. Un’occasione per celebrare, insieme al Sommo Poeta, la bellezza della cultura italiana e per avvicinare giovani e meno giovani alla lettura della Divina Commedia.

Perché il Dantedì è stato istituito il 25 marzo?

Tra le date prese in considerazione per festeggiare il Dantedì c’era anche il 13 settembre, giorno della morte del poeta, di cui l’anno prossimo ricorrerà il settecentesimo anniversario. La preferenza però è caduta sul 25 marzo, in coincidenza con quella che sembra la data più probabile per l’inizio del viaggio dantesco nell’aldilà.

Cosa puoi imparare dalla Divina Commedia di Dante

La Divina Commedia racconta il viaggio di Dante nel mondo ultraterreno. Ma perché dovremmo leggerla e cosa ha che fare con noi? Dante è in grado di essere moderno ancora oggi e come dice Calvino, questa è una qualità che appartiene solo a un classico. Attraverso la sua opera, infatti, ci ha lasciato molti messaggi, in primis che il viaggio è dentro di noi. Quello di Dante è il viaggio di un uomo qualsiasi alla ricerca di se stesso. È inutile andare alla ricerca del senso della vita, il senso siamo noi stessi. Il poeta, attraverso le sue straordinarie terzine, ci invita ad affrontare le nostre domande e a cercare amore e conoscenza.

L’altro grande insegnamento che ci ha lasciato è di non rinunciare al libero arbitrio, di non permettere agli altri di decidere cos’è giusto per noi. La libertà di scegliere è un dono che non va sprecato. Ogni scelta, è vero, implica delle responsabilità, ma chi “sceglie” di non scegliere, per pigrizia, o paura o debolezza, rinuncia alla propria dignità umana.