12 Dicembre 2018 |

Congedo di maternità, si potrà lavorare fino al nono mese di gravidanza

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La nuova legge di Bilancio modifica il congedo di maternità e prevede che la futura madre possa scegliere di lavorare fino al nono mese di gravidanza.

Con il nuovo congedo di maternità (ex astensione obbligatoria), le mamme lavoratrici dipendenti potranno rimanere sul posto di lavoro fino al nono mese di gravidanza, previa autorizzazione del medico.


Fino ad oggi, infatti, la Legge riteneva vietato adibire le donne al lavoro durante i trenta giorni precedenti il parto, salvo che la donna non chiedesse esplicitamente di lavorare fino all’ottavo mese compreso e previa autorizzazione del medico curante. Invece, con la nuova Legge di bilancio 2019, il congedo di maternità potrà essere concesso direttamente dopo il parto.

L’emendamento sul congedo di maternità è stato firmato dalla Lega, che ha dedicato alle politiche delle famiglia molte novità.

Pro e contro del nuovo congedo di maternità

“Un colpo ai diritti delle donne e alle loro tutele che va immediatamente modificato” lo ha definito Loredana Taddei, responsabile politiche di genere della Cgil che ha aggiunto: “Così non si garantisce la libertà alle lavoratrici, né tanto meno si tutela la salute della gestante e quella del nascituro. La proposta mina la libertà delle donne, soprattutto di quelle più precarie e meno tutelate”.

Di fatto questa trasformazione di una misura collaudata negli anni, che tutelava la maternità in toto, sembra essere svantaggiosa per le donne. C’è da dire, tuttavia, che le uniche donne a poter usufruire del vecchio congedo di maternità erano le lavoratrici dipendenti, mentre tutte le altre restavano al lavoro, se erano in grado di farlo, fino all’ultimo giorno di gravidanza. Le lavoratrici autonome e parasubordinate, infatti, non avevano nessuna tutela da questo punto di vista.

Con la nuova legge sulla maternità, inoltre, la scelta di lavorare fino al nono mese ricade sulla futura madre, rendendola in questo modo ancora più libera di scegliere. Non si tratta infatti di un obbligo, ma di una scelta.

Anche se molti medici sostengono che è vivamente sconsigliato lavorare dopo il settimo o l’ottavo mese di gravidanza, c’è da dire che sono molte le donne che preferirebbero lavorare fino al momento del parto.

Il congedo di maternità, infine, si aggiunge alle ultime misure del governo che, oltre all’ampliamento del congedo parentale 2019, prevedono una rivisitazione della carta famiglia per i nuclei con più di 3 figli (fino a 26 anni e non più 18) e la nuova proposta di legge sul divorzio.

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