02 Ottobre 2018 |

Tutto quello che c’è da sapere sul femminismo, dalle origini ad oggi

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Sin dalle origini ad oggi, il femminismo ha trasformato e continua a trasformare la sorte delle donne nella società. A volte estremo, a volte necessario, ha una ormai lunga storia.

Il femminismo è stato, ed è ancora oggi, uno dei più affascinanti e ferventi movimenti di pensiero della società. Presente ormai in moltissimi Paesi del mondo, esso è partito dalla Francia, ha attraversato l’Europa e si è diffuso in America fino a coinvolgere anche le donne dei Paesi del Medioriente.

Ma cos’è il femminismo veramente? E come si è evoluto nel corso degli anni e dei secoli? Scopriamolo insieme!

La definizione di femminismo

Per femminismo si intende “la posizione di chi sostiene la parità politica, sociale ed economica tra i sessi e la convinzione che il sesso biologico non debba essere un fattore che influenza l’identità sociale o i diritti sociopolitici e/o economici della persona“.

Il movimento femminista, invece, è quel movimento politico, culturale e sociale che ha rivendicato e rivendica pari diritti e dignità tra donne e uomini e che, in vari modi, si interessa alla comprensione delle dinamiche di oppressione di genere.

Qualche cenno di storia del femminismo

Il femminismo è un movimento abbastanza eterogeneo che si è sviluppato in vari Paesi ed epoche, assumendo di volta in volta connotazione tipiche del luogo e del tempo.

In Europa una delle prime donne sostenitrici dell’emancipazione delle donne fu Olympe de Gouges, che nel 1791 stilò una Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, dedicata niente meno che alla Regina Maria Antonietta per sottolineare come nello spazio pubblico il ruolo delle donne fosse negato. La De Gouges scontò il suo pensiero finendo sulla ghigliottina nel 1793.

Il termine femminismo venne coniato poi definitivamente nell’Ottocento per indicare il neonato movimento per l’emancipazione delle donne. Ad incarnarlo furono le suffragette, donne e ragazze che lottavano per ottenere l’allargamento del suffragio, cioè del diritto di voto, anche alle donne.

L’epicentro della battaglia era la Gran Bretagna dove, nel 1865, nacque il primo Comitato per l’estensione del diritto di voto. All’epoca, infatti, solo gli uomini potevano partecipare alla vita politica, mentre le donne erano relegate in casa. Ovviamente l’attivismo delle suffragette destò grande scalpore in tutta Europa, anche perchè queste donne rivoluzionarie allargarono i temi della loro battaglia ad altre rivendicazioni, come ad esempio la parità tra uomini e donne nel diritto di famiglia.

Quasi ovunque, però, le suffragette dovettero aspettare decenni per vedere risultati concreti e il suffragio venne esteso alla popolazione femminile solo nel ‘900: in Europa il primo Stato a permettere alle donne di votare fu la Finlandia nel 1906; la Gran Bretagna concesse il suffragio alle sue cittadine solo nel 1918, mentre le italiane e le francesi dovettero aspettare addirittura fino al secondo dopoguerra. Negli Stati Uniti le donne tagliarono l’agognato traguardo nel 1920.

Le ondate di femminismo nel mondo

Quando si parla di femminismo si suole individuare tre “ondate”:

  1. la prima delle Suffragette
  2. la seconda degli anni ’70
  3. la terza dagli anni ’90 fino ad oggi

Il femminismo della seconda ondata, in particolare, partì dagli Stati Uniti, dove ebbe inizio nei primi anni ’60. Ai tempi molte donne iniziarono a leggere libri sul femminismo che influenzarono moltissimo le loro idee; tra questi, il saggio della femminista francese Simone de Beauvoir, intitolato Il secondo sesso, sicuramente uno dei libri femministi più influenti della storia.

Nel corso degli anni le femministe famose, le cui idee sono state fondamentali e molto influenti, sono così diventate tante. Vediamone alcune:

  • Olympe de Gouges: francese, considerata la prima femminista rivoluzionaria che finì sulla ghigliottina;
  • Mary Wollstonecraft: la femminista che per prima si dichiarò contro il matrimonio e a favore dell’educazione delle donne;
  • Emmeline Pankhurst: la leader delle suffragette;
  • Simone de Beauvoir: la voce più influente della seconda ondata del femminismo;
  • Angela Davis: l’attivista afroamericana accusata di omicidio.

Il femminismo in Italia

In Italia il femminismo ha avuto origine durante il Rinascimento (sul finire del 1400), quando alcune scrittrici italiane svilupparono le prime idee teoriche che sostenevano l’uguaglianza di genere.

A differenza dei movimenti femministi francesi e inglesi, più politici e ribelli, nel primo femminismo italiano si sottolineavano maggiormente i fattori dell’educazione e del miglioramento delle condizioni sociali femminili nella società.

Il femminismo italiano vide una battuta d’arresto sotto il governo fascista di Benito Mussolini. In questo periodo, infatti, anche se le condizioni di vita delle donne, come dei cittadini in generale, non subirono un particolare peggioramento, si vide tuttavia limitata fortemente la libertà e possibilità di scelta da parte delle donne per cui si stava lottando fino ad allora. In definitiva, con l’ideologia fascista si stabiliva che la procreazione fosse il principale dovere di una donna; insieme a questo, di conseguenza, tutti i doveri di mantenimento dei figli e della famiglia in vari aspetti furono intesi come l’unico scopo della donna.

Fu quasi automatico, così, che nel periodo post bellico e post fascista i movimenti femministi si rigenerassero e rinforzassero, assumendo i caratteri di attivismo pubblico: le femministe lottavano riunendosi nelle piazze e per strada, portando avanti lotte su questioni contemporanee, fino a esplodere nel corso degli anni ’70 nelle lotte per il divorzio e l’aborto, da allora percepiti come simbolo di emancipazione femminile.

Gli anni ’70, come noto, furono un periodo storico di grandissima intensità e importanza, tanto che oggi, quando si parla di femministe italiane, si pensa automaticamente alle attiviste di quel tempo. Le lotte per la possibilità di ottenere il divorzio e l’aborto erano temi caldissimi ai tempi e di certo si può dire che quell’onda ribelle, scatenatasi con tanto fermento, abbia influenzato in maniera indelebile tutto il pensiero della società, intesa sia come donne sia come uomini degli anni a venire.

Il femminismo oggi

Il femminismo oggi non ha certo smesso di avere a cuore temi per cui si debba lottare, anzi.

Con il cambiare dei tempi sono però emerse nuove questioni in cui la donna ritiene di essere ancora assoggettata a una sorta di inferiorità, subordinazione o maschilismo. Il femminismo odierno, ad esempio, lotta per temi che tutti conosciamo e che in qualche maniera ci toccano:

  • le discriminazioni nel mondo del lavoro, tanto che le femministe continuano a lottare perché il divario salariale tra uomini e donne venga riconosciuto e colmato, in particolare contro le difficoltà che le professioniste incontrano nel fare carriera; si battono inoltre perché venga istituita una legislazione contro le molestie sul lavoro;
  • si allarga in tutto il mondo il dibattito sulle molestie e sullo stupro contro la donna, nascono gruppi quali ad esempio #MeToo, che si batte contro tutte le violenze di genere facendo notare che violenza non è solo quella fisica in senso stretto;
  • si rivedono alcune posizioni in merito alla prostituzione e alla pornografia tanto che, se negli anni ’70 e ’80 la maggior parte delle femministe era schierata contro ogni forma di sfruttamento del corpo femminile, oggi non si esclude a priori l’idea che si possa vendere il sesso per libera scelta;
  • si affacciano i primi movimenti di femminismo islamico e di femminismo delle donne di colore, le quali si scagliano contro il movimento femminista stesso perchè deluse da una battaglia che, pur professandosi universale, spesso sembra guardare solo alle esigenze delle donne bianche.

La storia del femminismo, infine, ci ha lasciato anche tanti motti femministi e frasi sull’indipendenza delle donne. Vediamo alcune delle più belle frasi femministe, motti e frasi sul femminismo scritti dalla più grandi pensatrici, scrittrici e femministe di tutti i tempi:

“Non si nasce donne: lo si diventa”. Simone de Beauvoir

“Una femminista è chiunque riconosca l’uguaglianza e la totale umanità delle donne e degli uomini”. Gloria Steinem

“Io stessa non sono mai stata in grado di dire cosa è esattamente il femminismo; so solo che la gente mi chiama femminista ogni volta che esprimo sentimenti che mi differenziano da uno zerbino”. Rebecca Weist

“Ho sempre avuto ben chiaro che dovevo lavorare, perché non esiste femminismo che si rispetti che non sia basato sull’indipendenza economica”. Isabelle Allende

“Il mio nome è diventato il grido di riconoscimento delle donne di tutto il mondo. E’ arrivato il momento di avere gli stessi riconoscimenti degli uomini”. Evita Peron

“Gli uomini hanno paura che le donne ridano di loro. Le donne che gli uomini le uccidano”. Margaret Atwood

“Femminismo. Sì: credo che sia giusto, prima di far fare un figlio a una donna, domandarle se lo vuole”. Jules Renard

“Mi sento a mio agio con il termine ‘femminista’ perché metà della popolazione mondiale non sta ricevendo ciò che le spetta”. Isabel Coixet.