10 settembre 2018 |

Le 25 canzoni più famose di Lucio Battisti

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Quali sono le 25 canzoni più famose di Lucio Battisti? Nato il 5 marzo 1943 a Poggio Bustone, un giorno dopo Lucio Dalla, e morto prematuramente il 9 settembre del 1998, vent’anni fa, all’ospedale San Paolo di Milano, resta uno dei grandissimi della musica italiana. A 20 anni dalla scomparsa, quindi, vale la pena di ricordare queste canzoni senza tempo, dal fascino intramontabile; canzoni-poesia cantate con un pathos unico. Ma quali sono le sue 25 più belle?

Un’avventura

Non sarà un’avventura!”: questa è una delle più celebri canzoni di Lucio, che racconta la storia di due ragazzi che si giurano fedeltà eterna. La canzone viene presentata a Sanremo nel 1969 ed è un vero e proprio successo!

Non è Francesca

Dello stesso album di “Un’avventura”, questa canzone viene incisa nel gennaio del 1969. Un accompagnamento semplice con la chitarra acustica per raccontare la storia di un tradimento tutto al femminile a cui un lui innamorato fa fatica a credere. Unica!

Mi ritorni in mente

E’ un brano scritto nel 1965, questa che è una delle canzoni più conosciute al mondo di Battisti. E’ stata tradotta in 15 lingue!

Il tempo di morire

Il testo è tra le canzoni più famose di Lucio Battisti e racconta l’amore tormentato di un uomo per una donna già impegnata, tra ossessione e disperazione. La famosa motocicletta 10hp, citata nel testo di Mogol, in realtà era di cilindrata effettivamente modesta, ma di questo, Mogol si rese conto molti anni dopo. Una delle cover più belle di questa canzone è dei Litfiba del 1990.

Fiori rosa, fiori di pesco

Con questo brano Lucio Battisti vince il Festivalbar per la seconda volta consecutiva nel 1970.

Emozioni

Le emozioni sono il filo conduttore delle canzoni di Battisti. Una delle sue più note canzoni si intitola proprio in questo modo e non è un caso. Si tratta di un testo poetico, malinconicamente dolce, che esce nell’ottobre del 1970. “Guidare come un pazzo a fari spenti nella notte, per vedere se poi è tanto difficile morire…”, anche questa è scritta interamente da Mogol.

La canzone del sole

Un incontro tra due amici d’infanzia è raccontato in questa canzone, tra le canzoni più famose di Lucio Battisti, del 1971. Mogol, in questo caso, trae ispirazione da un’amica di nome Titty, incontrata da bambino. Il richiamo al famoso “mare nero” del testo è quindi un modo per calcare le differenze tra l’innocenza giovanile e l’età adulta. Tradotta in inglese, spagnolo e molte altre lingue, ne sono state fatte varie cover anche da Mina e Ligabue.

Eppur mi son scordato di te

E’ la storia di un tradimento, il testo è di Mogol. Ma lui si pente: “Lo sai che ti amo, io ti amo veramente!”.

I giardini di Marzo

I giardini di marzo si vestono di nuovi colori”, in questa canzone del 1972, scritta sempre da Mogol. Racconta gli stenti e le fatiche del dopoguerra e la voce di Lucio è più emozionante che mai.

Il mio canto libero

Anche in questo caso la musica è di Battisti ed il testo di Mogol. La canzone, tra le canzoni più famose di Lucio Battisti, è del 1972 e Mogol si ispira alla separazione dalla moglie per scriverla, descrivendo anche l’incontro con una nuova compagna. Il brano è stato anche interpretato da Laura Pausini nel 2006 ed è stato tradotto anche in tedesco, oltre che in inglese e spagnolo.

Con il nastro rosa

Con questa canzone Mogol racconta i mille dubbi che assalgono un uomo alle prese con il grande giorno. L’uomo sta per sposarsi e lui spera tanto che lei sia sincera. “Lo scopriremo solo vivendo”, resta uno degli incisi più famosi di questo testo che, tra l’altro, è uno degli ultimi scritti da Mogol per Battisti.

La metro eccetera

Contenuta in un disco del 1992, questa canzone segna la fine del sodalizio con Mogol e l’inizio della collaborazione con Pasquale Panella. Con questo Lucio presenterà ben 40 testi, segnando il passaggio ad una fase musicale nuova per il cantautore.

Aver paura d’innamorarsi troppo

L’album da cui è estratta è Una donna per amico. Viene pubblicato nel 1978, un anno pieno di tensioni per l’Italia, tra cui c’è anche la questione di Aldo Moro. Racconta le paure legate alla fase di innamoramento. Bellissima e dolce!

Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi

Il testo, scritto nel 1972 da Battisti e Mogol, racconta dell’esitazione di un uomo di fronte ad una nuova storia d’amore. Mentre nella strofa il protagonista ricorda con tristezza quando fu abbandonato dalla sua precedente donna, nel ritornello si rassegna all’impossibilità di ostacolare i sentimenti («Come può uno scoglio / arginare il mare?») e acquista finalmente fiducia!

Neanche un minuto di non amore

Contenuta in un album del 1977, Io tu noi tutti, è un brano di Mogol e Battisti. Malinconica e romantica!

E penso a te

E’ una delle canzoni più celebri della musica italiana. E’ un brano musicale composto nel 1970 da Battisti e Mogol. Inizialmente pubblicato nell’interpretazione di Bruno Lauzi, venne poi ripreso da numerosi altri artisti. Racconta del pensiero nostalgico verso una donna non presente, giocando sulla contrapposizione tra un appuntamento con un’altra donna finito male e il pensiero di quel che lei potrebbe star facendo in quello stesso momento.

Acqua azzurra , acqua chiara

Uscito nel 1969, vince il Festivalbar, battendo anche i Camaleonti. E’ anche il sesto brano cantato come interprete da Battisti.

Dieci ragazze

Il testo della canzone ha come protagonista un uomo che, non ricambiato dalla donna che ama, cerca di dimenticarla per smettere di soffrire, circondandosi di “dieci ragazze”. Ma lui muore per lei!

Una donna per amico

Una donna per amico è il 13º album discografico di Battisti, pubblicato nel 1978. “Può darsi che io non sappia cosa dico, scegliendo te una donna per amico” per raccontare l’amicizia difficile tra uomo e donna.

Vento nel vento

Questo brano del 1972 è meno conosciuto, ma bellissimo. Inizia così: “Io e te, io e te, perchè io e te
qualcuno ha scelto, forse per noi, mi son svegliato solo, poi ho incontrato te…

Ancora tu

Ancora Tu non mi sorprende lo sai, Ancora tu, ma non dovevamo vederci più. E come stai, domanda inutile, stai come me e ci scappa da ridere…”, comincia così questa canzone del 1975, una delle canzoni più famose di Lucio Battisti, che fu il 45 giri più venduto dell’anno e occupò la massima posizione per più di tre mesi a partire dal marzo del 1976.

Io vivrò (senza te)

La mia canzone per Maria/Io vivrò (senza te) è il 4º singolo da interprete del cantautore Lucio Battisti, uscito il 24 ottobre del 1968 per la casa discografica Dischi Ricordi. Tantissime le cover, tra cui una famosissima di Rita Pavone.

Perchè no

Scusi lei\mi ama o no?”. Forse questa canzone parla di un innamoramento. Forse parla di una donna straniera, di una di quelle relazioni fugaci che si intrattengono fra persone di due nazioni – o città – diverse. Quello che però più colpisce di questa canzone è il “Non lo so, però ci sto”. Un brano famosissimo del 1972.

Prendila così

Scritta nel 1978, insieme a Mogol, è tra le canzoni più famose di Lucio Battisti; deve la sua fama anche al lungo assolo di sassofono finale di Derek Grossmith e si tratta della canzone più lunga incisa da Lucio Battisti.

29 Settembre

Seduto in quel caffè io non pensavo a te, guardavo il mondo che girava intorno a me…”. Questo brano, di sicuro tra le canzoni più famose di Lucio Battisti, racconta la storia di un tradimento. Come ha raccontato Mogol, la data del 29 settembre era il giorno del compleanno della sua prima moglie, Serenella. Insomma, un altro riferimento bibliografico.

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Carmela Giglio

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