28 maggio 2018 |

Chi è Carlo Cottarelli, l’economista della spending review

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Diamo un’occhiata al profilo di Carlo Cottarelli, l’economista della spending review, incaricato dal Presidente della Repubblica per il terzo mandato esplorativo in attesa che si crei un Governo politico.

Stamane il Presidente Mattarella ha convocato al Quirinale Carlo Cottarelli allo scopo di formare il nuovo Governo. Dopo una giornata di caos, la proposta di un Ministro dell’Economia considerato poco sicuro per la stabilità economica del Paese e la conseguente rinuncia al mandato di Premier da parte di Giuseppe Conte, la scelta è ricaduta su un nome già noto, ovvero quello di Carlo Cottarelli. Ma chi è Carlo Cottarelli, meglio noto come l’economista della spending review?

In tempi in cui si usa spulciare attentamente i curricola dei politici, andiamo a dare un’occhiata all’identità del Tesoriere Cottarelli, che probabilmente prenderà nuovamente in mano le redini della nostra finanza.

Qualcuno ricorda questo nome legato a l’annus horribilis (il 2009 secondo Giorgio Bocca) in cui, a seguito della crisi economica internazionale, una dolorosa manovra finanziaria “prese per i capelli” la nostra economia, salvandola dal temuto tracollo a costo di molti sacrifici da parte dei cittadini. Qualcuno, invece, avrà probabilmente rimosso dalla memoria questo triste episodio e con sé i nomi degli artefici di quella pesante spending review, uno fra i tanti, appunto, quello di Carlo Cottarelli.

Ma chi è Carlo Cottarelli? Ecco il suo Curriculum Vitae.

Carlo Cottarelli è nato a Cremona nel 1954 e da qualche ora ha accettato l’incarico di Presidente del Consiglio. E’ sposato ed ha due figli. Laureato in Scienze Economiche e Bancarie presso l’Università di Siena, ha conseguito il master in Economia presso la London School of Economics. Ha lavorato subito nel Servizio Studi della Banca d’Italia (1981-1987), nel Dipartimento monetario dell’Eni. E’ stato 25 anni a Washington.

Dal settembre 1988 ad oggi Carlo Cottarelli lavora per il Fondo Monetario Internazionale, FMI, nel quale ha rivestito molteplici ruoli e, dal novembre 2008 al 2013, ha assunto l’incarico di Direttore del Dipartimento Affari Fiscali del FMI. Ha scritto diversi saggi sulle politiche e istituzioni fiscali e monetarie e libri su inflazione, politica monetaria e tassi di conversione.

Nel novembre 2013 è stato nominato Commissario straordinario per la Revisione della Spesa Pubblica dal Governo Letta.

Il 1° novembre 2014, su nomina del Governo Renzi, Carlo Cottarelli è diventato direttore esecutivo nel Board del Fondo Monetario Internazionale e, per questo motivo, il 30 ottobre del 2014 ha lasciato l’incarico di Commissario alla Revisione della Spesa Pubblica. Dietro questa scelta, come lui stesso spiegò in un’intervista, c’era la difficoltà a relazionarsi prima ancora che con il sistema politico, con quello burocratico, a suo dire estremamente chiuso ad ogni tipo di modernizzazione delle attività.

Dal 30 ottobre 2017 è il Direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica di Milano.

Da che parte sta oggi Cottarelli e qual è la sua posizione? Cosa pensa sia giusto fare ora il funzionario ed economista Carlo Cottarelli per il bene del nostro paese? E quali sono le sue posizioni?

Come spesso egli stesso ha sostenuto “sarebbe un grave errore uscire ora dall’Euro”, posizione per cui si trova oggi, molto probabilmente, in contrapposizione con gli esponenti di Lega e M5s. Ciò non significa però che egli sia un “difensore di Berlino”, né della politica che l’Unione Europea sta attuando e che sta, a dire di Cottarelli, frenando il nostro sviluppo. Ecco con parole molto chiare cosa ha dichiarato:

Berlino sta facendo una politica di bilancio pubblico troppo restrittiva nonostante abbia un debito basso. Se la facesse più espansiva aiuterebbe il resto dell’Europa. Detto questo ripeto però che è sbagliato affermare che la Germania metta gabbie sugli altri. Anche se fossimo fuori dall’euro, e questo vorrei dirlo nella maniera più chiara, dovremmo comunque ridurre il debito pubblico. Paesi come l’Argentina sono nei guai perché hanno un deficit pubblico troppo elevato, eppure non sono nell’euro”.

Insomma, secondo Cattarelli il nostro vero guaio è il debito pubblico. Anche per questo motivo l’economista allerta di non farsi illusioni sulle “facili soluzioni” come Flat Tax, mini-bond, reddito di cittadinanza, in quanto solo “gocce nel mare” di denaro pubblico che si dovrà cercare di risparmiare e fare rientrare nelle casse dello Stato da qui ai prossimi mesi e anni. Contemporaneamente dovremo cercare di non contrarre più altro debito.

Ad ogni modo, Mattarella ha convocato Cottarelli con un intento esplorativo, ossia capire se vi è possibilità di creare un Governo, e che sia esso “neutrale”. Sorvolando le posizioni politiche, insomma, ciò che serve ora sono per lo più i conteggi. Ed essendo stato Cottarelli -da qualcuno soprannominato a tal proposito Mr. Forbici – già abile in questo, potrebbe occuparsi dei tagli necessari e più urgenti, in vista di probabili prossime elezioni. Staremo a vedere quali saranno le sue mosse nelle prossime ore e nei prossimi giorni!

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