05 Gennaio 2016 |

Tecnologia a scuola, i pro e i contro per il rendimento dei ragazzi

di Cinzia Rampino

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Il dialogo sulla tecnologia a scuola, i pro e i contro per il rendimento dei ragazzi apre nuovi spunti di riflessione sui rischi connessi ai nuovi strumenti. Come affrontare la questione e con quali accortezze usare la tecnologia a scuola?

La tecnologia, bene comune dell’era moderna, è anche una grossa risorsa nelle scuole dei giorni nostri. D’altra parte, da che mondo è mondo, l’uomo ha fatto scoperte tecnologiche e ne ha tratto beneficio. Ecco perchè, l’insegnamento della tecnologia a scuola pare essere decisamente importante, tuttavia i rischi connessi a una scuola troppo “tecnologica” ci sono, specialmente in un Paese come il nostro dove la tradizione di una didattica più accademica e meno pragmatica è fortemente radicata nei programmi scolastici.

I PRO della tecnologia a scuola

  1. Usare e insegnare la tecnologia a scuola, sia nella primaria sia nella secondaria, è certamente un fatto necessario perchè, come è noto, la cultura scolastica degli ultimi 50 anni ha mancato di dare conoscenze efficaci nei campi pratici della vita e del lavoro.
  2. Lo studio non solo della matematica, della fisica o delle scienze, ma anche quello dei loro usi “industriali” e tecnologici, perciò, serve a formare delle nuove menti più allenate e pronte ad “ammaestrare” la natura, i materiali e gli stessi strumenti informatici di ultima generazione. D’altra parte, sarebbe del tutto sconveniente avere una scuola ipo-tecnologica, in una società iper-tecnologica.
  3. Lo studio delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione offre l’opportunità di acquisire una graduale competenza nell’uso degli strumenti e del software applicativo allo scopo di trovare, interpretare e scambiare informazioni, di organizzarle, di elaborarle, di archiviarle in modo da consentire agli alunni di sviluppare le proprie idee.
  4. Dalla manipolazione delle figure geometriche alla creazione di mappe concettuali, alla geografia con Google Heart, agli strumenti di valutazione, la tecnologia a scuola è necessaria per allenare la mente e per evidenziare i gap conoscitivi laddove ci sono in termini di apprendimento.
  5. Le schede didattiche e le mappe concettuali, soprattutto, permettono di valutare in modo immediato e misurabile il reale apprendimento tecnico del bambino ed eventualmente intervenire come si fa ad esempio, in America e Inghilterra, con gli alberi logici.
  6. La didattica approntata alla tecnologia è funzionale e mira a sviluppare una mente concreta.
  7. La tecnologia, infine, serve a colmare i gap come handicap uditivi, visivi e abbattere definitivamente le barriere architettoniche.

I CONTRO della tecnologia a scuola

  1. La conoscenza tecnica non ha alcun valore se non è corredata di un significato valoriale ed esistenziale. In effetti, saper fare di conto, tanto quanto saper manipolare un PC potrebbe non servire a fare una buona spesa o ad avere una famiglia armoniosa, né, tanto meno, ad essere un buon lavoratore del futuro. Diciamo che è in questo concetto che risiedono i contro della tecnologia a scuola, ovvero in un possibile e progressivo allontanamento della mente dalle questioni più propriamente umane.
  2. Lo studio della storia, della letteratura, delle lingue, della filosofia è di certo molto importante e sarebbe un vero dramma se le nuove leve ne sottovalutassero il valore, a discapito della mera conoscenza tecnologica. Un mondo ipertecnologico necessita, paradossalmente, di una buona formazione “spirituale” per affrontare le nuove sfide della fredda epoca virtuale. Ecco perchè dobbiamo insegnare la tecnologia senza dimenticarci delle scienze umanistiche e, soprattutto, della storia.
  3. I nativi digitali, i nostri figli, sono bombardati di strumenti e tecniche. Ecco perchè eccedere nell’uso di materie tecnologiche a scuola, potrebbe far credere loro che il PC, lo smatphone, la comunicazione digitale siano onnipotenti e svincolate dai rischi connessi alla relazione umana. Stiamo insomma parlando del vecchio rischio della disumanizzazione e dell’automazione, connessa all’uso di strumenti e tecniche, a discapito di azioni quali la lettura, la scrittura, la costruzione vera e propria. La domanda è: scriveranno e leggeranno ancora in modo efficace i nostri figli? E qui si dovrebbe ricordare che il linguaggio umano forma il pensiero, e non viceversa…

Per concludere, il bilancio tra i pro e i contro della tecnologia a scuola è difficile e di certo spetta maggiormente agli addetti ai lavori. Per quanto ci riguarda, tuttavia, possiamo dire che come sempre la via migliore è quella di mezzo! Usare moderazione sarà la formula vincente, non credete?