14 gennaio 2013 |

Asilo nido in franchising: l’esperienza di chi ne ha aperto uno di successo

Iscriviti alla Newsletter di Donnaclick

Non perderti le ultime novità

Buongiorno Stefania, il vostro asilo è un Franchising?

Il nostro Asilo Nido, Gli Amici di Pooh, è un asilo in franchising affiliato Baby World.

I vantaggi del franchising sono soprattutto l’affidamento di una serie di servizi collaterali in fase di start up quali la ricerca e lo studio della fattibilità del progetto, l’utilizzo del marchio del franchisor, il supporto ed assistenza nell’attività di promozione e marketing del progetto, l’assistenza e la formazione pedagogica, l’aiuto nella selezione del personale educativo.

Aiuto per aprire un attività in franchising

Quali requisiti bisogna avere per aprire un asilo?

Un asilo nido può essere aperto da chiunque, anche da chi non possiede un titolo specifico nel settore, sono gli educatori che devono possedere idonea qualifica o devono avere conseguito uno dei titoli di studio previsti per questo tipo di lavoro:

  • Diploma di Laurea in Scienze dell’Educazione, Scienze della Formazione Primaria e Lauree con contenuti formativi analoghi
  • Diploma di puericultrice (fino ad esaurimento del titolo)
  • Diploma di maestra di scuola d’infanzia (fino ad esaurimento del titolo)
  • Diploma di maturità magistrale (fino ad esaurimento del titolo)
  • Diploma di liceo psico-pedagogico
  • Diploma di vigilatrice d’infanzia
  • Diploma di dirigente di comunità infantile (fino ad esaurimento del titolo)
  • Diploma di tecnico dei servizi sociali
  • Altri diplomi di scuola media superiore, dai cui provvedimenti istitutivi si riconosca un profilo professionale rivolto all’organizzazione e alla gestione degli asili nido.

Il titolo di laurea specifica è necessario solo in caso in cui non si è in possesso di uno dei titoli di studio sopra elencati.

Che autorizzazioni e quali licenze bisogna possedere?

Per aprire un asilo nido occorre per prima cosa individuare il luogo o lo spazio adatto per la struttura. E’ bene sapere inoltre che i requisiti strutturali variano anche in base alle normative comunali e a parametri regionali, pertanto è consigliabile informarsi preventivamente presso gli uffici territoriali competenti.

  1. L’asilo nido è una struttura di tipo educativo che si rivolge ai bimbi di età compresa fra i 3 e i 36 mesi, che deve assicurare la realizzazione di un programma educativo. Per ogni bambino occorre una superficie minima di 6 mq;
  2. L’asilo deve essere posto al piano terreno, i locali devono essere luminosi, non devono sussistere barriere architettoniche, deve esserci un locale adibito a cucina e uno adeguato al riposo dei bambini, nonché aule per lo spazio simbolico, motorio a seconda dell’attività giornaliera proposta nella ludoteca.
  3. Non devono mancare gli spazi destinati agli operatori, come lo spogliatoio e il servizio igienico, che può anche fungere da bagno per i disabili (obbligatorio) e lo spazio destinato ai genitori, come l’accoglienza e l’ufficio dove possono essere ricevuti.
  4. L’asilo nido deve inoltre garantire un minimo di 42 settimane di apertura in un anno, minimo 5 giorni la settimana e da un minimo di 6 a un massimo di 11 ore di apertura in un giorno. Il rapporto educatore – bambino è 1 a 8 e se lattanti (dai 3 ai 12 mesi) 1 a 5. Per alcuni comuni è obbligatorio uno spazio esterno protetto e sicuro ad esclusivo utilizzo del nido.

Quali documenti bisogna produrre?

Il progetto tecnico dovrà quindi comprendere tutta la realizzazione della messa a punto e a norma dei locali adibiti al nido rispettando i requisiti igienico sanitari (aerazione, altezza, dimensioni, ecc.), previsti dal Regolamento Edilizio e di Igiene del Comune nonché il Regolamento di igiene di alimenti e bevande. Per una buona riuscita del progetto è importante anche l’allestimento e la scelta dell’arredamento dei locali, da qui la scelta personale di ogni titolare di asilo se avvalersi di un servizio catering, in questo caso non occorre uno spazio cucina vero e proprio ma semplicemente un disbrigo catering, oppure la scelta di una cucina interna, quindi uno spazio cucina con arredamento specifico e relativa cuoca.

In entrambi i casi sia la cuoca che la persona addetta al disbrigo catering devono avere i requisiti richiesti e autorizzazione HACCP (esistono corsi specifici). Occorre quindi rivolgersi ad un tecnico abilitato per l’adeguamento dei locali, l’eventuale cambio di destinazione d’uso e che si occupi anche della presentazione delle pratiche edilizie presso lo Sportello per le Attività Produttive che a sua volta provvederà a richiedere alla ASL di competenza un Parere Igienico Sanitario Preventivo. Senza il Parere Igienico Sanitario Preventivo Favorevole non si ha la possibilità di iniziare i lavori ne proseguire con la pratica di autorizzazione apertura.

A chi ci si deve rivolgere e quali enti contattare?

Acquisito il parere favorevole da parte della ASL di competenza e decorsi i tempi regolamentari per l’inizio dei lavori, si può procedere con i lavori di adeguamento dei locali. Sarà necessario adeguare o realizzare ex novo gli impianti termici ed elettrici, per i quali si richiede obbligatoriamente il progetto di un tecnico impiantista e la dichiarazione di conformità degli impianti alla regola dell’arte rilasciata dagli installatori.

A chiusura dei lavori si può presentare la richiesta di agibilità dei locali, con tutti i documenti necessari e, contestualmente, avviare la procedura di autorizzazione per l’apertura del nido di infanzia.

Per presentare la domanda di autorizzazione è necessario rivolgersi al Comune, Sportello attività produttive (SUAP). In linea generale, fatte salve le variazioni da comune a comune, i documenti da presentare sono i seguenti:

  1. modulo di domanda scaricabile dalla sezione modulistica
  2. due copie del progetto educativo
  3. due copie del regolamento interno
  4. tre copie delle planimetrie in scala 1/100 dei locali con indicazione dell’arredamento
  5. due copie dello schema del sistema delle acque di scarico, con indicazione precisa delle fosse biologiche o di altri impianti di depurazione dei reflui
  6. tre copie Dichiarazione che l’attività non è soggetta a CPI rilasciato dal Comando Provinciale Vigili del Fuoco ai sensi del D.M. 16/2/1992
  7. tre copie relazione ottemperanza norme abbattimento barriere architettoniche (Legge n. 13/89; D.M. 236/89; Legge n.104/92)
  8. carta di identità del firmatario
  9. nel caso di cittadini non appartenenti all’Unione Europea occorre copia del permesso di soggiorno
  10. tre copie della relazione tecnica descrittiva dell’attività esercitata
  11. tre copie della documentazione di previsione di impatto acustico art. 8 comma 4 L. 447/95
  12. tre copie dichiarazione di conformità ai sensi del DM 37/2008 o certificato di collaudo degli impianti tecnici

Purtroppo la richiesta dei documenti da presentare può variare a seconda di nuove disposizioni di legge, consiglio sempre di verificarne la validità sempre all’Ufficio SUAP.

NELLA PROSSIMA PUNTATA CHIEDEREMO A STEFANIA LE SEGUENTI INFORMAZIONI:

  • Il nido è un’attività remunerativa?

  • C’è molta richiesta sul suo territorio di riferimento?

  • Quanti bambini riuscite a ospitare?

  • Avete programmi o servizi particolari rispetto ad altre strutture?

  • Quali sono i servizi più richiesti dalle mamme a un Asilo Nido?

  • Ci può dire se è utile un budget iniziale o se i costi sono finanziabili in qualche modo?

  • Qual è secondo lei il punto di forza del vostro asilo?

Alla prossima!

Potrebbe interessarti anche