Vaccino per l’allergia al nichel: cos’è, come funziona, gli effetti collaterali

Il nichel è un metallo presente in moltissimi oggetti di uso comune e in numerosi alimenti che abitualmente assumiamo. Tale metallo può essere causa in molte persone di allergie da contatto e sistemiche, provocando disturbi e reazioni a causa dell’assunzione attraverso l’alimentazione. L‘allergia sistemica da nichel è una delle forme più serie perchè, oltre alla classica orticaria e dermatite da contatto che produce lesioni cutanee simili a quelle prodotte dall’eczema, provoca anche problemi gastrointestinali con dolori al basso ventre, meteorismo e diarrea.

Questo disturbo colpisce quasi nove milioni di Italiani e, proprio per questo, da tempo la scienza prova a trovare una soluzione a questa fastidiosa allergia, difficile da evitare poichè si trova nell’acqua, in moltissima frutta e verdura, nelle monete, nei cellulari, nelle pentole e via dicendo. Vi riportiamo i risultati del primo studio clinico effettuato da allergologi dell’Università Cattolica-Policlinico A. Gemelli di Roma e dell’Università di Chieti che hanno somministrato un vaccino orale per l’allergia al nichel e che quindi non segue la profilassi tradizionale.

Al momento si tratta di una sperimentazione su alcuni pazienti ed è un vaccino di iposensibilizzazione al nichel in pazienti con allergia sistemica al metallo che viene somministrato oralmente in capsule a dosi sempre più crescenti. Stiamo parlando di una terapia desensibilizzante da nichel che viene prescritta solo dopo aver effettivamente diagnosticato l’allergia attraverso il patch test, un pratico strumento per diagnosticare allergie, da applicare sulla pelle e che contiene solfato di nichel. Il patch test viene lasciato agire per circa 72 ore e poi rimosso dalla cute. Dalla manifestazione o meno di dermatite sulla pelle si capisce se si è in presenza di allergia o meno. Una volta diagnosticata l’allergia, il paziente dovrà condurre una dieta povera di nichel finchè i sintomi da allergia spariranno. A questo punto potrà sottoporsi al test di provocazione in cui verranno reintrodotti quantitativi sempre maggiori di nichel fino al ritorno dei disturbi.

Il vaccino per l’allergia al nichel sistemica prevede l’assunzione tre volte alla settimana di pastiglie da 500 nanogrammi di nichel per sei mesi. Una volta trascorsi i sei mesi di terapia, si potrà iniziare a reintrodurre gradualmente gli alimenti contenenti nichel nei successivi 90 giorni, per poi passare ad un regime alimentare libero. ll vaccino è per ora risultato efficace nella diminuzione dei sintomi gastrointestinali e cutanei sistemici, un po’ meno dal punto di vista della risoluzione di dermatite da contatto.

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