E’ un disturbo alimentare che va ad affiancare problematiche dell’alimentazione più note come l’anoressia e la bulimia, anche se di ortoressia, nonostante ci siano sempre più soggetti che ne soffrono, si parla veramente poco. In Italia a soffrirne sarebbero oltre 300 mila persone con una prevalenza maggiore tra gli uomini piuttosto che tra le donne.
Paradossalmente l’ortoressia è un disturbo alimentare che riguarda chi mangia in maniera sana. Il soggetto che ne è affetto, infatti, gestisce l’alimentazione in maniera maniacale, frequentando ad esempio soltanto mercati biologici, leggendo con molta attenzione le etichette di ogni singolo alimento e pianificando cosa mangiare e come prepararlo anche con diversi giorni d’anticipo. Mangiare bene per un ortoressico è una cosa decisamente impegnativa, ai limiti del fanatismo.
Insomma, l’ortoressia è un disordine alimentare, esattamente come altre patologie che a primo impatto ci sembrano decisamente più gravi. La differenza è che gli ortoressici hanno un’attenzione ossessiva per la qualità del cibo, chi invece soffre di anoressia o bulumia punta l’attenzione sulla quantità di cibo ingerita. Secondo gli esperti, dunque, questo disturbo sarebbe un piccolo effetto collaterale della globalizzazione, del bombardamento di informazioni su ciò che fa bene e ciò che invece non è salutare e del boom degli alimenti biologici.
Sintomi dell’ortoressia
Come tutti i disturbi alimentari la via della guarigione non è semplice e nel caso dell’ortoressia è ancora più complicato perché a determinati livelli si rischia l’assoluto fanatismo. E’ una dipendenza che più che a una malattia alimentare andrebbe paragonata alla dipendenza da alcool o droga, per cui nei casi più seri si ricorre anche alla psicoterapia.
Stressoressia, il disturbo alimentare che colpisce le donne in carriera
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