Faccette dentali, che cosa sono e quando si possono usare?

Le faccette dentali rappresentano una soluzione restaurativa fortemente apprezzata per i risultati estetici ottenibili.

Si tratta di placchette sottili, realizzate in ceramica oppure in porcellana che, cementate sulla superficie dei denti, danno la possibilità di mascherare o compensare alcuni difetti del sorriso.

Le indicazioni all’applicazione delle faccette dentali sono molteplici:

  • elementi con alterazioni nella forma: nel senso della lunghezza, della larghezza o che presentano anomalie dei bordi o angoli incisali;
  • elementi separati da diastemi: compensando piccoli spazi tra gli elementi dentari, senza allargare però eccessivamente gli elementi;
  • elementi che presentano alterazioni di colore o alterazioni nella struttura dello smalto;
  • elementi con lievi malposizioni, ponendosi come alternativa all’ortodonzia.

Come ogni trattamento odontoiatrico, l’applicazione delle faccette è preceduto da un attento studio del caso (anamnesi, esame clinico intraorale ed extraorale, esami radiografici e valutazioni funzionali) per ottenere una corretta pianificazione del trattamento.

In molti casi risulta estremamente utile la produzione di una ceratura diagnostica: sulla base delle indicazioni dell’odontoiatra, il laboratorio modella della cera sui modelli in gesso del paziente permettendo di visualizzare il risultato raggiungibile prima che il trattamento venga eseguito.

Per poter applicare le faccette dentali, l’elemento o gli elementi coinvolti nel restauro, devono essere preparati: si procede cioè alla rimozione di un sottile strato di smalto dell’elemento dentario. Viene poi eseguita un’impronta di precisione che, in laboratorio, permetterà la creazione delle faccette che saranno poi cementate per mezzo di tecniche adesive.

Non in tutti i casi è possibile utilizzare le faccette dentali, infatti queste possono essere posizionate solo su elementi dentari che, in seguito alla preparazione, presentano una superficie di smalto sufficiente a garantirne l’adesione. Le faccette vanno poi evitate in soggetti che presentano parafunzioni (onicofagia etc.) o pazienti che digrignano o stringono i denti (bruxisti).

 

Articolo scritto da: Dott. Luca Boschian Pest

www.studiogarattinibazzini.com

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