05 luglio 2011 |

Programma Activia: funziona! Noi lo abbiamo testato

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La nostra avventura con Activia inizia in un tardo pomeriggio milanese. E’ maggio, ma fa un caldo incredibile! In una bella location in viale Bligny, zona Università Bocconi, ad attenderci c’è lo staff Danone che ci ha già illustrato telefonicamente il programma della serata: si tratterà di un incontro di noi 10 “potenziali silhouette” con alcuni esperti della nutrizione. Le partecipanti seguiranno il “programma di sgonfiamento” o “pancia piatta” di Activia. Io e Carmen, inviate speciali di Donnaclick.it, siamo venute a sperimentare sulla nostra pelle che la cosa funzioni e, per l’occasione, ci siamo preparate al meglio: siamo gonfie al punto giusto! Le ragazze dello staff hanno preparato un aperitivo light a base di cruditè, bresaola, insalate e succhi di frutta. Il Programma Activia è partito.

Prima fase: consapevolizzare

La dottoressa Noli è un’esperta nutrizionista e dedicherà un po’ di tempo a ognuna di noi per soddisfare curiosità o abbattere dubbi apocalittici tipo “l’acqua gonfia?” o “il peperoncino fa dimagrire?”. All’inizio siamo, tutte un po’ imbarazzate e non riusciamo ad elaborare domande sensate da rivolgerle, ma ben presto le resistenze cadono e le domande sull’alimentazione diventano copiose: cibarsi correttamente è davvero una cosa che sta a cuore di tutti e salta subito all’occhio che anche le persone più magre hanno una gran voglia di sentirsi in forma. Dopo circa 20 minuti di colloquio personalizzato con la dottoressa Noli torniamo a casa con la prima regola d’oro del “programma Activia”: Alimentarsi richiede programmazione e coscienza. Insomma, non si può aprire il frigorifero e dire:<<oggi mangio quello che ci trovo!>>. Prossimo appuntamento con l’esperta di cucina Roberta Schira.

Nei giorni che ci separano dalla cena light, io e Carmen diamo un’occhiata al programma che Activia, di giorno in giorno, mette on line: esercizi fisici, cucina con meno grassi e sale ed un paio di Activia la giorno. Verso il terzo giorno arriva il primo beneficio: si chiama regolarità intestinale. Scrivo un sms a Carmen e dico: mi sa che funziona perchè la mia pancia si sta, per ovvie ragioni, sgonfiando!

Seconda fase: cucina buona ma light

La serata con Roberta Schira è molto rilassante e divertente, ambientata in uno studio fotografico di cui ci interessa soprattutto la cucina… perché saremo ai fornelli! Roberta cucina pasta integrale con pomodorini e pesce spada. La novità non è tanto la ricetta, quanto il metodo di cottura: si tratta di cuocere la pasta solo per metà del tempo indicato sulla confezione e di terminare la cottura, insieme al condimento, spadellando e aggiungendo l’acqua della pasta, tenuta da parte, per amalgamare gli ingredienti. In questo modo, si ridurranno i grassi e l’amido della pasta farà da collante agli squisitissimi pomodorini e pesce. Il risultato è ottimo e leggero.

Il secondo piatto è il tacchino con pomodori secchi e mele in succo di limone. Davvero gustoso e nutriente, ma il pezzo forte della serata sono 2 prelibatezze inedite: uno è il frullato di lamponi con zucchero vanigliato e succo di limone che è davvero ottimo sia come aperitivo sia come dessert, e l’altro è il dolce (perchè non ci facciamo mancare proprio niente) realizzato con yogurt Activia alla vaniglia o alla nocciola, ricoperti, rispettivamente, con lamponi e croccantino di nocciole. Mi dico che per stare in forma ci vuole solo un po’ di pazienza con se stesse… anche ai fornelli.

Fase finale: si suda

La parte dura, tuttavia, deve ancora arrivare perchè c’è l’incontro con lui: il personal trainer! Altro che fornelli… noi ci sentiamo già sulla brace! Infatti, io e Carmen, prima di quel giorno, non facciamo che pensare ad una serie di “piani di evasione”. Mangiare Activia, cucinare leggero e pesare il cibo possiamo farlo, ma gli addominali no! Invece, il giorno del fitness arriva e in una pseudo-tenuta da palestra andiamo in un centro Virgin! Anche questa location è bellissima, ma arrivare sin li è stata dura come scalare una montagna: e pensare che siamo andate in metropolitana!

Per tutta risposta gli esercizi di Michele Muglia sono favolosi e non c’è da “sconvolgersi” di fatica. Gli avevamo già dato una sbirciatina sul sito: si tratta solo di respirare bene, dedicare una ventina di minuti giornalieri al proprio corpo e, in ultima analisi, rinforzarsi per stare meglio con se stesse. Alla fine capiamo cosa significhi sgonfiarsi davvero: eliminare falsi miti sul cibo, la resistenza al benessere, la pigrizia e la mancanza di fiducia nella propria bellezza.

A programma finito i centimetri di gonfiore addominale sono andati via, ma bisognerà essere costanti e perseveranti.

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