Se c’è una dipendenza che un italiano può sviluppare con certezza, è sicuramente quella alla caffeina! Per un adulto, bere saltuariamente una tazza di caffè al mattino non comporta grossissimi problemi ma se a farlo è un bambino o un ragazzo il discorso è ben diverso.
Un quinto dei bambini di 1 e 2 anni consumano bevande gassate tipo Coca Cola quindi già a quell’età ne assumono l’equivalente di una tazza di caffè al giorno. Alcune stime dicono che circa tre quarti dei bambini dal primo anno in su la consumano regolarmente.
La caffeina, detta anche xanthina di mutilato, è una droga stimolante. Cosa ne pensate dei bambini che utilizzano droghe? Da chi prendono questa abitudine? Dalla televisione, dagli amici o dai genitori?
Sia la ricerca medica che il buon senso ci suggeriscono, dunque, di stare ben lontani dalla caffeina e con ottime argomentazioni. Ma come si può fare senza in correre nei classici mal di testa causati dall’astinenza? O per evitare di cadere in tentazione quando vediamo un bar?
Ecco alcuni suggerimenti per liberarsi dalla dipendenza:
Ricordate, infine, che se non riuscite a fare a meno della vostra tazza di caffè, si tratta di una vera e propria dipendenza e, come tale, porta dei sintomi di tipo fisico (ad esempio il mal di testa). Forse è venuto il momento di svegliarsi senza quella pericolosa voglia di profumo di caffè…
Dott.ssa Maria Papavasileiou
Dietista– Nutrizionista
Skype: dieta.milano
Linkedin: ch.linkedin.com/pub/maria-papavasileiou/33/88a/a55
Facebook: www.facebook.com/dietapersonalizzata
Web: www.dieta-personalizzata.it
Mail: info@dieta-personalizzata.it
L’igiene intima femminile è fondamentale per le donne di qualsiasi età, da quelle in fase…
Il mercato automobilistico del 2025 sta vivendo una vera e propria rivoluzione verde, con i…
Dopo il grigio dell’inverno ecco che tornano i colori e le fantasie, sbocciando sugli accessori…
Iniziare un percorso per migliorare la propria forma fisica non dovrebbe mai essere vissuto come…
Il poker è nato come gioco di carte tra amici nei saloon americani del XIX secolo e…
Vale davvero la pena dare una seconda possibilità a una storia finita? È una domanda…