18 settembre 2015 |

Claustrofobia, come vincere la paura degli spazi chiusi

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claustrofobia

Soffrite di Claustrofobia? Ecco come vincere la paura degli spazi chiusi eliminando ansia e attacchi di panico che tale disturbo tende a provocare. Si tratta di un problema che colpisce moltissime persone e che spesso viene trascurato perchè si pensa possa trattarsi di un malessere passeggero o un episodio sporadico. Indaghiamo i sintomi della claustrofobia e guardiamo insieme alcuni rimedi per iniziare a stare meglio e vivere più sereni.

Il termine claustrofobia deriva da claustrum, nome latino che significa “chiusura” e da phobia, parola greca che significa “paura” e consiste, appunto, nella paura degli spazi chiusi. Questo forte timore può raggiungere anche livelli molto elevati, provocando forti stati d’ansia fino a veri e propri attacchi di panico.


Cause della claustrofobia

Numerose possono essere le cause della claustrofobia, di diversa origine e natura. Come per tutte le fobie, le cause cambiano da soggetto a soggetto ed è importante indagarle con un bravo specialista. Fattori genetici, un evento traumatico recente o passato che ha messo in pericolo la propria vita o quella di qualche caro, un eccessivo controllo esercitato dai genitori in età infantile, la sensazione di sentirsi incastrati in una vita in cui non ci si realizza a pieno, forti momenti di stress e pressioni esterne sono tutte possibili situazioni in grado di provocare il manifestarsi, più o meno patologico, di tale disturbo.

Sintomi e rimedi della claustrofobia

I sintomi più comuni della claustrofobia sono senso di soffocamento, palpitazioni, sudorazione fredda e vertigini. Molto spesso gli attacchi di panico e le crisi d’ansia che si verificano nei soggetti claustrofobici sono vistose e limitanti, in grado di mettere in difficoltà le persone che soffrono di tale disturbo e anche chi assiste alla scena.

Molto spesso i claustrofobici tendono a nascondere il problema evitando di mettersi in situazioni a rischio, limitando così esperienze e situazioni di vita quotidiana. Scegliere di fare le scale al posto di prendere l’ascensore è un classico esempio di chi cerca di nascondere il disturbo eliminando la possibilità che si verifichi un episodio claustrofobico.

Proprio per la delicatezza e le implicazioni psicologiche che la claustrofobia porta con sè, si consiglia di ammettere tale patologia e di affrontare il problema con un terapeuta esperto. Di solito, il trattamento prevede un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale capace di avvicinare il soggetto ad un’esposizione graduale agli stimoli che causano la paura degli spazi chiusi, creando gradualmente un’abitudine a tali contesti che piano piano diventeranno sempre meno ansiogeni e paurosi.

Nel percorso di guarigione è molto importante alternare delle fasi di rilassamento che, pian piano, andranno poi a sostituire quelle di ansia e angoscia. Un aiuto per trovare serenità può essere fornito dalla medicina naturale, utilizzando preparati a base di erbe rilassanti, come valeriana e passiflora, ed essenze di fiori di Bach.

 

Claudia Scorza

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