28 Luglio 2011 |

Endometriosi e concepimento: al via una campagna Rai

di francesca

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Dal 19 luglio le reti Rai stanno trasmettendo uno spot televisivo che avvisa le donne italiane sui rischi dell’endometriosi, una patologia ginecologica che colpisce ogni anno migliaia di donne e che conta già, in Italia, 3 milioni di pazienti affette da questa complessa malattia cronica.

L’endometriosi è una malattia spesso dolorosa e invalidante, non sempre diagnosticata con tempestività. Prima di avere un’esatta diagnosi, infatti, le donne devono sopportare forti dolori e, a volte, anche la poca accuratezza dei medici, che tendono a bollare i dolori (specialmente quelli che si presentano durante e dopo i rapporti sessuali) come problemi psicologici e non fisici. Una donna arriva ad una diagnosi di endometriosi attorno ai 32 anni, dopo aver molto sofferto, quando cerca di avere un bambino che non arriva. La malattia presenta dei sintomi che possono essere ricondotti anche ad altre patologie (forti dolori pelvici, dolore durante i rapporti, dolori durante l’evacuazione, mestruazioni abbondanti, alternarsi di stipsi e diarrea) per questo la diagnosi può risultare difficoltosa. Linfertilità, nel 40% dei casi, è riconducibile all’endometriosi.

Pietro Giulio Signorile, presidente della Fondazione Italiana Endometriosi Onlus, ha sottolineato come, negli ultimi anni, l’attività di ricerca sulle cause dell’insorgenza dell’endometriosi e sulle cure specifiche che limitino al minimo dolori e ingerenze nella vita della donna, abbiano fatto passi da gigante.  Come ha fatto notare Signorile, questa malattia tocca la vita delle donne a 360 gradi, invalidandone spesso la qualità; per questo, anche i due enti INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale) e INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) hanno deciso di supportare il progetto sottoscritto dal Ministero delle Pari Opportunità e dalla Fondazione Italiana Endometriosi Onlus stessa nell’autunno del 2009, per evitare che le donne affette da questa patologia subiscano discriminazioni di carattere sociale o professionale.

La prevenzione, sottolineano le parti che hanno ideato lo spot, resta il punto cardine: una visita ginecologica almeno due volte l’anno è un punto di partenza irrinunciabile per le donne che non vogliono correre rischi; sarà poi il medico a stabilire se c’è bisogno di esami specifici.