21 marzo 2014 |

Utero retroverso, cosa comporta?

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Cos’è l’utero retroverso?

Avete mai sentito parlare diutero retroverso, o retroversoflesso? Questa caratteristica dell’anatomia femminile spaventa molte donne, ma è davvero pericolosa? Cosa comporta per la fertilità e la gravidanza? Facciamo chiarezza.

Lutero di una donna ha una forma simile a una pera rovesciata ed è posizionato tra il retto e la vescica, poco sotto l’osso pubico. Quando una donna non è in gravidanza, nella maggior parte dei casi l’utero è piegato in avanti, appoggiato sulla vescica.
Gran parte delle donne nascono con l’utero in una posizione quasi dritta all’interno del bacino, con la parte alta e arrotondata che punta leggermente verso lo stomaco. Tuttavia, ci sono donne che hanno un utero inclinato all’indietro, che si appoggia leggermente sull’intestino. In questi casi, che sono circa il 20% in tutto il mondo, si parla di utero retroverso o retroversoflesso. 

Cause di utero retroverso

Nella stragrande maggioranza dei casi, le cause dell’utero retroverso sono totalmente genetiche e congenite. Ci sono, però, alcune circostanze della vita che possono causare la retroversione dell’utero e tra queste le più comuni sono:

La gravidanza

Durante la gravidanza, l’utero si allarga e i legamenti che tengono l’utero nella normale posizione possono indebolirsi. Il risultato di ciò è che, dopo il parto, l’utero diventa retroverso.

La menopausa

Durante la menopausa, i livelli di estrogeni cambiano rapidamente. Come con la gravidanza, questo fenomeno può causare l’indebolirsi dei legamenti che reggono l’utero il quale, “scivola” in posizione di retroversione.

Patologie a carico della fertilità

Alcuni problemi legati alla fertilità, come ad esempio l’endometriosi o alcune infiammazioni pelviche, possono generare tale fenomeno in quanto portano  alla formazione di tessuto cicatriziale all’interno dell’addome, costringendo l’utero a spostarsi.
La presenza di fibromi nel punto in cui l’utero si flette ad esempio potrebbe impedire all’utero di piegarsi verso la vescica, costringendolo quindi a piegarsi nella direzione opposta.

Sintomi

Molte delle donne che hanno l’utero retroverso non si accorgono di nulla sino al momento dell’ecografia e della visita ginecologica. Questo perché spesso l’utero retroverso congenito non comporta sintomi dolorosi.
In altri casi invece, alcune donne avvertono dei fastidi, come ad esempio:

  • Dolore durante i rapporti sessuali (dispareunia)
  • Dolore durante le mestruazioni (dismenorrea)

Questi dolori sono il risultato della pressione che l’utero retroverso esercita sul retto e sui legamenti intorno al coccige.
Altri sintomi rari associati a un utero retroverso includono anche:

  • Mal di schiena
  • Aumento del numero di infezioni del tratto urinario
  • Incontinenza
  • Dolore durante l’utilizzo di tamponi

Utero retroverso e gravidanza

Molte donne cui viene detto d’avere l’utero retroverso temono che ciò influenzerà la loro fertilità e la possibilità d’avere una gravidanza normale.
Fortunatamente questa condizione di per sé non impedisce né complica il concepimento, così come non impedisce d’avere una gravidanza sana e normale.

Una volta che la gravidanza è iniziata, non c’è essenzialmente nulla di diverso che una donna con utero retroverso dovrebbe fare rispetto a una donna con utero antiverso. Nelle prime settimane potrebbe capitare di sentire una crescente sensazione di peso sull’intestino e sul retto oppure la necessità di mingere più frequentemente. Tuttavia man mano che la gravidanza procede e l’utero cresce di volume, questo si raddrizzerà posizionandosi centralmente nell’addome, sollevando il proprio peso dal retto e riportando quindi tutto alla normalità. A questo punto, non ci sarà davvero più nessuna differenza tra una gravidanza con utero antiverso e retroverso.

Donna incinta che si tocca la pancia

Utero retroverso e parto

Come dicevamo sopra, a un certo punto della gravidanza le differenze tra l’avere un utero antiverso o retroverso tendono ad annullarsi.
Al momento del parto però accade qualcosa di ancor più straordinario: il collo dell’utero che sporge in vagina si centralizza grazie al lavoro dei legamenti, rendendo più comodo per il bambino passare attraverso il canale vaginale.
Questo accade a prescindere che la futura mamma abbia l’utero antiverso (in cui il collo dell’utero si sposterà da dietro verso il centro) o l’utero retroverso (con il collo dell’utero che si sposterà invece da davanti verso il centro). Il meccanismo del parto e la possibilità di avere un parto naturale e spontaneo sono gli stessi sia per donne con utero retroverso che antiverso.
Spesso capita addirittura che un utero retroverso si sposti spontaneamente e diventi antiverso in seguito al parto, così come può accadere il contrario dopo travagli e parti molto lunghi o stressanti.

Quindi, salvo il caso di patologie specifiche che hanno causato la presenza di un utero retroverso, non ci sono problematiche particolari legate al concepimento, alla gravidanza e al parto per le donne che hanno l’utero retroverso.

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