20 Settembre 2013 |

Parafilie: da innocenti fantasie a gravi perversioni sessuali

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Perversioni sessuali

Le “deviazioni sessuali” (già “perversioni sessuali”) vengono oggi diagnosticate con il nome di “parafilie”, secondo le classificazioni internazionali dei disturbi. Esse sono disturbi della preferenza sessuale e consistono nel ritenere indispensabili, per la propria eccitazione sessuale, fantasie o atti insoliti e anche bizzarri che, comunque, deviano dall’atto sessuale, per cui al desiderio segue solitamente l’eccitazione e a questa l’orgasmo.

Tali fantasie o atti possono essere riferiti ad oggetti (tipo articoli di abbigliamento, orine, feci, immondizie o altro), a persone defunte (in questo caso la perversione prende il nome di necrofilia), ad animali ( si parla allora di zoofilia), oppure riguardano la sofferenza propria e/o del proprio partner, a volte non sempre consenziente (si tratta delle perversioni definite masochismo e sadismo sessuale). Infine tali atti possono venire indirizzati verso persone non consenzienti ed allora tali disturbi acquistano rilevanza legale, come nel caso dell’esibizionismo (esibire pubblicamente i genitali), frotterismo (toccare e strofinarsi contro una persona), coprolalia telefonica (dire sproloqui al telefono) e pedofilia, tanto per citarne alcuni dei più diffusi.

Dal momento che certe perversioni comportano attività con persone non consenzienti, ancorché minori, tali comportamento patologici hanno pure elevata rilevanza penale in quanto trattasi di un evidente reato sessuale. Se invece il partner sessuale rifiuta di condividere preferenze sessuali di tipo deviante o se le subisce vergognosamente, suo malgrado, si rischia la rottura della relazione sessuale e anche del rapporto di coppia. Le persone che non hanno un partner consenziente con cui mettere in atto le loro fantasie devianti possono ricorrere – come in effetti per lo più succede –  alle prestazioni di prostitute che a pagamento sono costrette a subire anche condotte umilianti o ripugnanti.

In tutti i casi, comunque, particolarmente nelle situazioni di accertata gravità del quadro clinico, si può supporre che alla base del comportamento sessuale di tipo deviante ci sia, in assenza di un basso quoziente di intelligenza, una importante psicopatologia e/o un serio disturbo del carattere, per altro difficili da trattare clinicamente.  L’aiuto psicoterapeutico in ogni caso risulta difficile anche perché raramente la persona con una perversione sessuale giunge all’osservazione clinica spontaneamente: o sono portati dal proprio partner o vengono in cura obbligatoria per decisione di un giudice per i loro comportamenti penalmente rilevanti.

Professor Paolo Zucconi, psicoterapeuta e sessuologo clinico comportamentale, psicologo legale a Udine