29 luglio 2013 |

Felici o infelici? Impariamo a diventare positivi (Parte Seconda)

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Come anticipavamo la scorsa volta, la felicità (o infelicità) è “questione di testa”: dipende principalmente dall’atteggiamento mentale con cui ci approcciamo alla vita. Ed è questo che determina sia il nostro stato d’animo sia il nostro comportamento e quindi la nostra spinta a reagire e ad agire in modo propositivo e proattivo.


Come tutti gli atteggiamenti, anche l’approccio positivo alla vita può essere appreso.

Come si diventa positivi?

Cambiare atteggiamento mentale verso se stessi e la vita e quindi imparare a diventare più positivi, implica un allenamento quotidiano e costante che consiste nell’acquisizione di piccoli “esercizi cognitivi” che inizialmente richiedono uno sforzo razionale e consapevole per poi gradualmente essere interiorizzati.

1,2,3,4… partiamo!

  1. “Il rovescio della medaglia”: i pessimisti tendono a visualizzare automaticamente gli aspetti negativi dei vari eventi e della vita in generale, e a focalizzarsi su di essi, senza riuscire a vedere l’altro lato della medaglia. Commettono pertanto l’errore cognitivo che noi psicologi chiamiamo “astrazione selettiva”, che consiste nell’avere una visione distorta della realtà in quanto parziale (focalizzata solo sulla parte negativa). Un primo esercizio consiste nel trovare gli aspetti positivi della situazione, ovvero nel recuperare l’altra “faccia della medaglia” (“questa situazione è spiacevole/non funziona ma per contro, ….”).
  2. Il pessimista ha un pensiero catastrofico e negativo senza contemplare altri aspetti e sfaccettature della stessa situazione che potrebbero, invece, dargli una visione più globale, olistica e quindi realistica. Un ottimo esercizio in tal senso, consiste nel chiedersi: “posso vedere la stessa cosa da un altro punto di vista?”. Il famigerato “bicchiere mezzo vuoto”, se lo vedo da un’altra prospettiva, mi può risultare mezzo pieno.
  3. “Dìa-positiva”: questo esercizio consiste nel visualizzare tutti le note positive della giornata (dalle cose più banali e semplici a quelle più importanti). Sarà molto verosimile che la mente vada a sabotare questo esercizio con “però”, “ma”… in tal caso, riportiamo la concentrazione sugli aspetti solo positivi (lasciando fuori quelli negativi). Quando si è diventati abbastanza abili, possiamo generalizzare l’esercizio anche alla vita e a se stessi visualizzando le cose positive (se necessario, in una prima fase inziale possiamo scriverle per poi riuscire a recuperarle meglio quando necessario).
  4. Auto-dialogo interiore: impariamo a dialogare con noi stessi. Se siamo pessimisti, aspettiamoci che pensieri negativi continuino automaticamente a venire. La cosa importante è imparare a contrastare questi pensieri con altri più positivi e razionali.

Tutti questi esercizi sono utili per imparare a visualizzare e dare maggiore importanza agli aspetti positivi della vita, così da imparare ad essere più positivi, acquisire la spinta a reagire e a trovare soluzioni alle difficoltà.

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