12 giugno 2018 |

Tiroide di Hashimoto, cosa mangiare e cosa evitare?

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Vi avranno sicuramente detto che l’alimentazione è molto importante in caso di problemi alla tiroide. Ecco cosa mangiare e cosa evitare in caso di tiroide di Hashimoto, come perdere peso e quali alimenti consumare per aiutare il corretto funzionamento di questa ghiandola così importante.

Avete mai sentito parlare di tiroide di Hashimoto? Probabilmente avrete sentito dire più volte a qualcuno che conoscete che soffre di problemi di tiroide, un disturbo molto diffuso soprattutto tra le donne. Si tratta in breve di una malattia autoimmune in cui è il corpo stesso ad aggredire questa ghiandola che secerne gli ormoni tiroidei, impedendogli di funzionare nel modo corretto. In questi casi non soltanto è necessario seguire una terapia farmacologica indicata, ma bisogna anche attenersi a qualche regola che riguarda l’alimentazione. Dunque a proposito di tiroide di Hashimoto, ecco cosa mangiare e cosa evitare per aiutare la tiroide a funzionare in modo corretto.

Dieta Hashimoto: perché bisogna fare attenzione alla dieta

Chi ne soffre lo sa già: l’ipotiroidismo, quindi un malfunzionamento della tiroide, può essere causa di mancata perdita di peso. Chi ne soffre tende quindi ad ingrassare, per cui anche per questo motivo sarebbe il caso di seguire un’alimentazione corretta. In caso di ipotiroidismo, l’alimentazione consigliata prevede una serie di alimenti che hanno un effetto benefico sulla tiroide, che ci aiuteranno a farla funzionare nel modo corretto e nel frattempo ci consentiranno di dimagrire se la mancata perdita di peso è dovuto all’ipotiroidismo.

Ipotiroidismo di Hashimoto e scelte nutrizionali

Cerchiamo di capire quali sono gli alimenti consigliati in caso di ipotiroidismo e quali sono invece quelli che andrebbero evitati perché non favoriscono il corretto funzionamento di questa ghiandola. Tra i cibi consigliati ci sono senza dubbio tutti quelli ricchi di Omega 3, quindi non soltanto i pesci grassi come il salmone, ma anche olio di lino e di canapa, alimenti ricchi di acidi grassi essenziali.

Via libera a frutta e verdura di stagione, da consumare almeno in quantità pari a 5 porzioni al giorno: sarebbe quindi  il caso di mangiare questi alimenti ad ogni pasto. Per esempio, a colazione per l’Hashimoto è prevista una bella razione di frutta o succhi di frutta fatti in casa. Anche l’olio extravergine d’oliva è un alleato della nostra tiroide, così come molte spezie, tra cui lo zenzero e la curcuma, che hanno un forte potere antinfiammatorio.

Tiroide di Hashimoto: dieta dimagrante

Chi soffre di ipotiroidismo ha una tendenza maggiore ad accumulare peso, per questo motivo nella maggior parte dei casi chi deve perdere peso si fa seguire da un nutrizionista.Proviamo però anche noi a darvi qualche utile indicazione di massima. Per quanto riguarda i pasti principali, è consigliabile consumare alimenti integrali quindi farro, orzo, avena e quinoa, che si prestano anche per la preparazione di primi piatti. Non bisogna inoltre sottovalutare le proprietà della frutta secca e delle erbe aromatiche come il prezzemolo e la salvia, che sono particolarmente ricche di antiossidanti, così come il tè verde, che potreste sorseggiare durante la giornata al posto dell’acqua.

Chi soffre di tiroide di Hashimoto sa come dimagrire mangiando gli alimenti giusti, ma non bisogna mai dimenticare che ci sono dei cibi sconsigliati in caso di potiroidismo. Senza dubbio bisogna limitare il consumo di cibi che contendono zuccheri semplici in eccesso e gli alimenti eccessivamente lavorati. Anche caffeina e alcool sarebbero da evitare, così come i grassi saturi di origine animale, tra cui latte e latticini, carni e insaccati.

Secondo diverse ricerche, inoltre, limitare l’assunzione di glutine può agevolare il corretto funzionamento della tiroide, mentre ci sono alcune verdure che in realtà non sono proprio indicate in caso di tiroidismo, come quelle della famiglia delle crocifere, quindi broccolo o cavoli, se mangiati a crudo. In ogni caso, per avere indicazioni più precise è bene chiedere il consiglio del proprio medico curante.

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