08 giugno 2018 |

A che cosa serve soffrire? Ecco 5 risvolti positivi della sofferenza spiegati dallo psicologo

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Ci sono dei risvolti positivi della sofferenza: dal riconoscere che non eravamo poi così deboli, al rimettere in pista nuovi obiettivi di vita. Ce lo spiega il Dott. Mazzucchelli.

Molti eventi negativi della vita, come ad esempio il fallimento di una relazione importante, la diagnosi di una malattia che porta limitazioni nelle nostre esistenze, la morte di una persona cara o problemi di tipo economico sono fonte di dolore. Inoltre, come ulteriore risvolto, possono condurre all’isolamento.

Tuttavia, non bisognerebbe mai dimenticare che soffrire ha i suoi risvolti positivi. Ecco quali sono.

 

Soffrire permette di diventare più compassionevoli e meno propensi al giudizio

Spesso, quando altri raccontano delle proprie difficoltà, si cercano motivazioni per incolpare la “vittima” per la propria condizione (per esempio “ha difficoltà economiche perché non sta lavorando abbastanza duramente” oppure “E’ malato perché sta lavorando troppo duramente e non si prende cura di se stesso”) riducendo così il proprio livello di vulnerabilità.

Quando si è sofferto profondamente si è invece molto più propensi a riconoscere che tutti siamo vulnerabili e che gli eventi negativi accadono anche alle persone più buone. La sofferenza diventa dunque anche una fonte di contatto e affinità.

 

Affrontare difficoltà ci regala la consapevolezza di essere molto più forti di quanto si credesse

Una delle cose che le difficoltà mostrano è la vera forza interiore che si ha, una forza che non si sapeva di avere prima di doverla mettere davvero alla prova.

A sostegno di questa teoria, molte ricerche sulla previsione affettiva mostrano la tendenza delle persone a sovrastimare quanto sarà devastante un evento negativo sulla loro vita, nonché la costante idea di dover convivere con il dolore per un lungo arco di tempo, quando magari non sarà così.

In altre parole: siamo molto più forti di quanto crediamo.

 

Nella sofferenza si riconoscono i veri amici

Nei momenti di difficoltà certe relazioni possono diventare più salde mentre altre svanire nel nulla.

Scoprire che alcuni sono solo falsi amici che spariscono quando si ha maggior bisogno può essere doloroso, ma è anche un’opportunità per rivalutare persone che sono rimaste vicine e concentrare le proprie energie in queste relazioni. Alcune ricerche suggeriscono che queste situazioni possono essere l’occasione per approfondire il rapporto con persone a cui non si era particolarmente legati, che finiscono per dimostrarsi di grande supporto nelle situazioni di forte stress.

 

Superare le crisi rimette a nuovo gli obiettivi

Talvolta una crisi può portarci a rivalutare la nostra vita in maniera profonda. Siamo spinti a chiederci se stiamo davvero facendo ciò che ci rende felici, se stiamo spendendo il nostro tempo in qualcosa che davvero desideriamo fare e con le persone giuste. Queste rivalutazioni a volte così debilitanti possono condurci a compiere cambiamenti positivi che ai nostri occhi non sono mai parsi realisticamente possibili per molteplici motivi: la paura di fallire, il timore di cosa potrebbero pensare le altre persone o semplicemente l’inerzia dello status quo. Questi fattori perdono il loro peso quando ci si rende conto che la realtà quotidiana è molto fragile e imprevedibile.

 

Luca Mazzucchelli è Vicepresidente dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia e co-fondatore di Helpsy e fondatore del Servizio Italiano di Psicologia Online, prima realtà di supporto psicologico a distanza in Italia; collabora con diverse multinazionali aiutandole nella produzione di video psicologico-divulgativi rivolti a professionisti ed appassionati di psicologia. Ha lavorato con alcune importanti realtà del terzo settore e collaborato con diverse Università e Ordini Professionali. E’ Direttore della rivista “Psicologia Contemporanea”.

Per conoscere meglio Luca Mazzucchelli puoi consultare:

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