Quando si subisce un lutto, oltre al dolore relativo alla perdita della persona cara, siamo soggetti alle preoccupazioni che derivano dall’eventuale eredità.
I problemi possono, ad esempio derivare dal fatto che ci siano più eredi che abbiano idee diverse su come gestire il patrimonio del defunto (in diritto: de cuius), oppure dal fatto che ci si trovi davanti ad un’eredità che potrebbe nascondere molte passività e divenire dunque addirittura sconveniente accettare.
Come sappiamo, l’erede che accetta un’eredità, unisce al suo patrimonio quello del defunto: ciò significa che, una volta accettata l’eredità, se si scoprono dei debiti in capo al de cuius, l’erede sarà obbligato a pagarli, utilizzando anche risorse proprie.
Esistono tuttavia delle situazioni in cui ad un primo sguardo non è semplice stabilire se l’eredità sia da accettare o meno, in quanto si può immaginare che il de cuius abbia avuto dei debiti, ma non se ne è ancora potuta accertare né la natura né la consistenza: si pensi ad esempio ad un imprenditore o un socio di società di persone, casi in cui è necessario leggere i bilanci con attenzione prima di comprendere la reale situazione finanziaria.
Però la legge stabilisce che entro un anno dall’apertura della successione (cioè dalla morte del de cuius) è obbligatorio per gli eredi presentare la denuncia di successione presso gli uffici preposti.
Come conciliare il rispetto della scadenza con il desiderio di comprendere quale sia la situazione finanziaria del de cuius prima di accettarne l’eredità? Un modo c’è e consiste nell’accettare l’eredità con il cosiddetto “beneficio dell’inventario”. In questo modo, il patrimonio del defunto e quello dell’erede rimangono distinti, con la conseguenza che l’erede non è tenuto al pagamento dei debiti ereditari oltre il valore dei beni che ha ricevuto in eredità.
Tale opportunità è stata prevista dal legislatore non solo affinché chi eredita abbia modo di proteggersi da eventuali debiti non facili da individuare, ma anche per tutelare l’interesse più generale della sistemazione della situazione del defunto rispetto ai creditori, sistemazione per la quale il chiamato all’eredità potrebbe non avere interesse se, per occuparsene, dovesse rischiare di pagare i debiti di tasca propria!
Per accettare l’eredità in questione con il beneficio dell’inventario, e’ necessario dichiarare ciò presso un notaio oppure al Cancelliere dell’Ufficio Successioni presso il Tribunal del circondario in cui si è aperta la successione; il cancelliere, entro il mese successivo, trascrive la dichiarazione e redige l’inventario.
Accettata l’eredità col beneficio dell’inventario, è poi necessario fare attenzione a chiedere l’autorizzazione del Tribunale per vendere o sottoporre a pegno o ipoteca i beni ereditari, pena la decadenza dal beneficio. Per i beni mobili, dopo cinque anni dall’accettazione, non è più necessario chiedere l’autorizzazione.
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